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Soffici e Rosai, due grandi artisti toscani allo specchio - Foto
Alle Scuderie medicee di Poggio a Caiano l'importante e suggestiva mostra che ospita dipinti, disegni e documenti d'epoca
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POGGIO A CAIANO. Una mostra da visitare assolutamente, non solo dai tanti appassionati dei grandi maestri del Novecento italiano, ma anche dalle giovani generazioni per capire meglio uno spaccato importante della cultura toscana di allora. Nelle Scuderie medicee di Poggio a Caiano, è allestita la mostra “Soffici e Rosai, realismo sintetico e colpi di realtà”, organizzata e finanziata dall’amministrazione comunale e curata da Luigi Cavallo e Giovanni Faccenda, con la collaborazione di Oretta Nicolini, Luigi Corsetti e un saggio in catalogo di Marco Moretti. Una mostra ben allestita, nello spazio non semplice delle scuderie medicee, equamente divise in due con le opere dei due artisti che si confrontano in un “duello” culturale e politico, ma con lo stesso sfondo, la nostra toscana. In tutto sono 26 dipinti e 10 disegni per ogni autore, dagli anni ’10 al secondo dopoguerra, alcuni inediti e altri non esposti da anni, ma anche con le due tavolozze, quella di Soffici, forma classica con i colori ordinati, mentre Rosai usava una squadrata “ fai da te” di compensato con i pigmenti sovrapposti.
Presenti anche le testimonianze del lavoro letterario dei due autori; nelle vetrine lettere originali, fotografie d’epoca, pennelli, tavolozze e prime edizioni di loro libri. Completano l’allestimento le riviste La Voce, Lacerba, Il Centone, L'Universale, Il Bargello, Il Selvaggio e L'Italiano, i fogli d’avanguardia, di polemica, di costume a cui i due artisti collaborarono Da sottolineare la provenienza di maggior parte delle opere, la FarsettiArte di Prato da sempre impegnata a promuovere e valorizzare Soffici e Rosai anche a livello internazionale. A spiegare la mostra nell’esauriente catalogo, due critici da sempre molto attenti al Novecento toscano, con Luigi Cavallo riconosciuto dal mercato dell’arte, come unico esperto che può avvalorare l’autenticità delle opere di Rosai. Ma ecco in breve i due aristi, amici per 18 anni, con Ardengo Soffici nato nel 1879 a Rignano sull’Arno , come Matteo Renzi e morto a Vittoria apuana nel 1964, mentre Ottone Rosai è fiorentino doc dal 1895 fino alla sua morte improvvisa ad Ivrea nel 1957. alla vigilia di una sua antologica al Centro Olivetti. La mostra vuole evidenziare ciò che li univa sulla tela, soprattutto lo stesso amore per il paesaggio toscano, mentre era molto diverso l’approccio sulla figura umana e sulle nature morte , con Soffici attento a non forzare colore e forma, mentre Rosai , cresciuto in Oltrarno , forza colore e segno.
Rosai dapprima anarchico, poi “fascista di sinistra” , ma anche omosessuale per questo viene bandito dal regime, mentre Soffici aderisce fin dal 1925 al fascismo a cui resta fedele, sino a venire per breve tempo internato dopo la guerra.
"Una grande mostra per un comune così piccolo”. Così il sindaco Marco Martini nel presentare la mostra. E ha davvero ragione il sindaco Martini, perché la mostra,finanziata dal Comune, mentre la Regione ha concesso il solo patrocinio, è davvero molto interessante e allestita in maniera adeguata per un confronto esaustivo fra i due artisti. Un impegno non semplice per l’assessore alla cultura Giacomo Mari e per lo staff del museo Soffici e del Novecento italiano, il solo in toscana e fra i pochi in italia impegnato a valorizzare un periodo culturale, “che i giovani studenti devono conoscere” come ha ribadito il sindaco
La mostra è aperta fino al 7 gennaio 2018, dal giovedì alla domenica 10-13 / 14,30-18,30, ingresso: 7 euro intero, 4 euro ridotto, gratuito under 18 anni. Con lo stesso biglietto della mostra è possibile accedere al Museo Ardengo Soffici e del ’900 italiano.Visite guidate il sabato pomeriggio alle ore 16.30 e la domenica mattina alle ore 10.30, a settimane alterne, per info e calendario 345 1563513 e www.museoardengosoffici.it.
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