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Prato

"Maciste contro tutti", al Pecci rivivono i CCCP

"Maciste contro tutti". Al centro Pecci una mostra, che si inaugura giovedì 31 alle 18, ed un concerto per celebrare un grande evento della storia del rock italiano

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PRATO. "Maciste contro tutti". Al centro Pecci una mostra, che si inaugura giovedì 31 alle 18, ed un concerto per celebrare un grande evento della storia del rock italiano."Maciste contro tutti" è più di un concerto, domenica 10 settembre alle 21. E’ una fine ed un inizio, un rito collettivo di festa e rigenerazione, che ha sparso i propri frutti su tutto il decennio successivo. Il luogo era l’Anfiteatro del Centro Pecci; la data il 18 settembre 1992. Due anni prima erano finiti i CCCP, lasciando alle stampe il loro testamento artistico e spirituale dal titolo “Epica Etica Etnica Pathos”.

Nel 1992 il lutto non è stato ancora completamente elaborato. Manca una pubblica celebrazione di quel pianto rituale. L’allora responsabile della Sezione Avvenimenti del Centro Pecci, Mario Bufano, lancia una proposta: “Fate qualcosa. Senza impegno.” Che non sia un concerto. Che sia un ringraziamento. Che sia un’occasione per ascoltare, per una volta e mai più, i pezzi con nati in quel disco potente e bellissimo di due anni prima. L’idea della serata, nella testa di Ferretti, e chiara: un “kolossal” minimale. Un’unica orchestra punkettona. Definizioni apparentemente in contraddizione, ma non nella testa dei protagonisti, che hanno ben chiara una figura che del kolossal e del minimalismo di mezzi ha fatto tesoro e poesia. La figura e quella di Maciste, l’eroe nostrano dei film peplum-parrocchiali degli anni 50-60, che combatte contro i nemici più improbabili: Zorro, Ben Hur, i ciclopi, i mongoli, Ercole... Maciste contro tutti, quindi. O vince lui o vincono tutti gli altri.

La serata è inserita nel cartellone del Festival delle Colline del 1992. Il manifesto ricorda quelli dei caduti in guerra. Una foto ingiallita, un primo piano per ogni partecipante. Durante le prove Ferretti si ammala. La data prevista, il 10 luglio, due giorni prima viene annullata. Ma oramai la macchina e partita, lo spettacolo è pronto e l’attesa è tanta. Maciste Contro Tutti andrà in scena dopo l’estate, il 18 settembre 1992.

La mostra racconta il passaggio dai CCCP ai CSI: morte, trasformazione, rinascita. Si parte da “Epica Etica Etnica Pathos” con la serie delle foto di Luigi Ghirri usate a corredo iconografico del disco. C’e Attilio, Il basso di Gianni Maroccolo, presente in quella copertina e protagonista nell’ultimo anno di una singolare campagna di crowdfunding.

Il cuore dell’esposizione riguarda la serata del 18 settembre 1992, con la serie dei manifesti, i comunicati stampa ed un’ampia documentazione fotografica dell’evento, incluso il progetto dell’allestimento scenico ad opera di Mariano DeTassis e il materiale inerente al disco dal vivo che usci l’anno successivo, la cui riedizione in vinile e annunciata in questi giorni.
 

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