Il presidio
"Plutocrazia" al Magnolfi, da Plauto a Karl Marx
Ultime repliche al Teatro Magnolfi con lo spettacolo di Archivio Zeta prodotto dal Teatro Metastasio di Prato che chiude la Stagione 2016/2017
PRATO. Le repliche di PLUTOCRAZIA di ARCHIVIO ZETA, prodotto dal Teatro Metastasio di Prato e ispirato al Pluto di Aristofane, proseguiranno normalmente fino a domenica 21 maggio al Teatro Magnolfi (feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30) ad eccezione di giovedì 18 maggio quando lo spettacolo sarà in scena a Prato in streaming dall'Aula Magna Santa Lucia dell'Università di Bologna, dove sarà introdotto dallo psicoanalista Massimo Recalcati con una riflessione sul tema della ricchezza (all'interno della rassegna "La Felicità. I classici - XVI edizione).
Diretto da Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, che pure lo interpretano insieme a Ciro Masella, Plutocrazia è un progetto teatrale-economico che, partendo con leggerezza e quasi per gioco dalla commedia antica e in particolare dal Pluto di Aristofane, ci proietta nei nostri anni di crisi: la ferocia dei nostri territori, l’umiliazione del lavoro, la perdita dei diritti, l’integrazione fallita.
“Aristofane, con Pluto - allegoria di Povertà (Penia) e Ricchezza (Pluto) - ci dà la possibilità di giocare con la lingua e le parole – affermano Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni –, ma le domande che pone sono radicali e vere e così, nel mezzo del cammino, ci siamo accorti che c’era qualcosa nel tessuto di questa satira antica che è un ritorno al futuro. Dalle parole di Aristofane precipitiamo nelle parole di Franco Belli, Noam Chomsky, Goffredo Parise, senza soluzione di continuità, fino all’apparizione dello spettro di un certo Karl che parla con le parole dei Manoscritti economico-filosofici. E così si parla di mestieri, di oggetti, di accumulo, di profitto, di mercato, di superfluo, di mettere in comune ricchezza, di giusti, di onesti, di plusvalore…”
Il testo di Plutocrazia è inoltre intrecciato con gli studi concreti di sociologi, economisti e linguisti a partire dalla ricerca “Vendere e comprare - processi di mobilità sociale dei cinesi a Prato” a cura di Fabio Berti, Sara Iacopini, Valentina Pedone, Andrea Valzania (Pacini Editore/ricerca Sociophaenomena). Le interviste a persone di origine cinese contenute in questa ricerca sono alla base di una riflessione che ha portato alla composizione del coro finale presente nello spettacolo in video, frutto di un lungo atelier-laboratorio che si è svolto al Teatro Magnolfi di Prato da febbraio a aprile 2017. Questo atelier-laboratorio ha coinvolto diversi cittadini pratesi in un percorso di elaborazione drammaturgica e di discussione necessario ad approfondire aspetti e dinamiche della realtà cittadina sul tema della crescita economica, delle migrazioni e del rapporto con l'altro, passando dalla riflessione teorica al coinvolgimento attivo. All’interno dello spettacolo è presente una composizione musicale di Patrizio Barontini pensata a partire dal suono/frastuonodelle macchine da cucire e dei telai che sono diventati il simbolo delle fabbriche tessili e del prontomoda pratese e accompagnata anche da una ricerca di musiche d’archivio.
Biglietti da 6 a 15 euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
