Il Tirreno

Prato

CENTRO PECCI

"Uomini in guerra": a Prato arriva Luis Sepùlveda

Luis Sepùlveda
◗
Luis Sepùlveda

Lo scrittore cileno apre il ciclo di incontri dedicato al tema dei conflitti bellici. L'appuntamento è per martedì 27. Seguiranno Marco Belpoliti e David Grossman

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PRATO. Il mondo intero è in guerra, una guerra che ha ormai assunto molteplici forme e modalità. Guerra
terroristica, guerra informatica, guerra geopolitica: nel Medio Oriente sta crollando l'ordine stabilito
alla fine della prima guerra mondiale; l'esistenza stessa degli Stati così come l’abbiamo conosciuta
è messa in discussione; si estendono i conflitti anche a livello tecnologico e informatico mentre
quelli tra religioni e fedi sono sempre più sanguinari; inoltre assistiamo alle quotidiane atrocità
perpetrate dall’Isis e dai suoi militanti, reclutati in tutto il mondo. Uno sconvolgimento epocale che
non risparmia neppure l’Europa investita dall’ondata di rifugiati e migranti alla quale non sa dare
risposta, anzi, con il riemergere di un forte spirito xenofobo, appare sempre meno come luogo di
democrazia e libertà.


Su queste drammatiche vicende la sola preoccupazione non basta ed è necessario organizzare
momenti di confronto e di dialogo con donne e uomini, scrittori, artisti e pensatori per cercare di
interrogarsi su ciò che accade nel mondo, non solo a livello politico e culturale, ma puntando a
dare risposte anche a domande sul senso stesso della vita.

È da queste riflessioni che il Centro
per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci ha pensato al ciclo Uomini in guerra, a cura di Włodek
Goldkorn
, una serie di incontri con alcune personalità significative nel panorama culturale
internazionale per cui la guerra e i conflitti rappresentano un tema importante su cui dibattere.

Ad aprire il ciclo martedì 27 ottobre alle ore 18 nei nuovi spazi del Centro Pecci sarà Luis
Sepúlveda
lo scrittore cileno che ha trovato attraverso la scrittura delle sue favole e i suoi
protagonisti — gli animali, che ama moltissimo — un modo per trasmettere a un vasto pubblico i
valori a lui cari da sempre: l’amicizia, l’impegno politico e civile, il rispetto per gli uomini e la natura,
la fedeltà.


L’incontro parte dalla nuova favola di Sepúlveda dal titolo Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà (in uscita il 22 ottobre per Guanda), storia ambientata nel sud del Cile dove i
protagonisti sono un cane e un bambino indios mapuche legati da un’amicizia profonda. Non
mancano nella favola uomini malvagi che non rispettano la natura e tutte le sue creature, ma
anche legami d’affetto che il tempo non può spezzare. Attraverso queste riflessioni lo scrittore
passerà poi ad analizzare come oggi la letteratura possa essere non solo uno strumento per
raccontare ma anche per denunciare la guerra, unendo realtà e finzione, emozione e indignazione
con il potere della parola. Un potere che può rendere migliori le persone, aiutandole a
comprendere la complessità delle cose per ribellarsi alle sopraffazioni.


La rassegna proseguirà poi con altre personalità tra cui Marco Belpoliti e David Grossman.

Luis Sepúlveda, è nato in Cile nel 1949 e vive in Spagna, nelle Asturie. Ha iniziato giovanissimo
la sua attività di scrittore. Nel 1969 vince il Premio Casa de Las Américas con la raccolta di
racconti Crónicas de Pedro Nadie. Nei primi anni ’70 si dedica all’attività politica, punto di
riferimento anche dei suoi scritti in quel periodo, divisi tra teatro, racconti e programmi radiofonici.
Nel 1973 il colpo di stato e la dittatura del generale Pinochet lo costringono prima al carcere e poi,
a partire dal 1977, all’esilio. Ha viaggiato a lungo in America Latina e nel resto del mondo, anche
per conto dell’Unesco e di Greenpeace, lottando per i diritti dell’uomo e tematiche ecologiste. Ha
ricevuto, tra gli altri, il premio France Culture Award Etrangère nel 1992, il Premio Internazionale
Ennio Flaiano nel 1994, il Premio della Critica in Cile (2001) e il Taobuk Award for Literary
Excellence a Taormina (2014).

Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Guanda. Tra i suoi
romanzi: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Il mondo alla fine del mondo, Storia di una
gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Il potere dei sogni, Cronache dal Cono Sud, La
lampada di Aladino, L’ombra di quel che eravamo, Ingredienti per una vita di formidabili passioni,
Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, Tutti i racconti, Storia di una lumaca che
scoprì l’importanza della lentezza, Trilogia dell’amicizia e l’avventurosa storia dell’uzbeko muto.
Saggista e giornalista di origini polacche, Włodek Goldkorn è stato fino al 2013 responsabile
cultura del settimanale “l’Espresso”, periodico per cui ha lavorato prima come corrispondente da
New York. Si è trasferito dalla Polonia a vivere in Italia nel 1968.

Ha pubblicato saggi e libri
sull’Europa Centrale, sulla questione ebraica e su Israele. Negli anni ’80 ha fondato e diretto i
periodici sull’Europa Centrale e dell’Est “L’ottavo giorno” e “L’Europa ritrovata”. È co-autore con
Assuntino Rudi del libro Il Guardiano. Marek Edelman racconta (1998) e con Massimo Livi Bacci e
Mauro Martini del volume Civiltà dell’Europa Orientale e del Mediterraneo (2001). Nel 2006 ha
pubblicato La scelta di Abramo. Identità ebraiche e postmodernità.
L’evento viene trasmesso in diretta streaming sul sito www.centropecci.it
L’accesso all’incontro dai nuovi spazi del Centro Pecci
Informazioni al pubblico: Tel. 0574 5317 info@centropecci.it
 

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