Il Tirreno

Prato

In scena al Fabbricone "Le mutande" di Sternhein

Azelio Biagioni
Una scena de Le Mutante di Carl Sternheim
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Una scena de Le Mutante di Carl Sternheim

Prato,  fino a domenica 20 settembre alle 21,30 per la regia di Luca Cortina, drammaturgia di Paolo Magelli: "E' uno spettacolo dal forte contenuto politico ed è il mio testamento culturale"

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PRATO. Ha debuttato martedì 15 settembre  in prima nazionale al Fabbricone “Le mutande” di Carlo Sternhein, una nuova produzione del Metastasio con la regia di Luca Cortina (Paolo Magelli nel ruolo di dramaturgo). In scena gli attori della Compagnia dello Stabile Valentina Banci, Fabio Mascagni, Elisa Cecilia Langone, Francesco Borchi ai quali si aggiunge per questo spettacolo Fulvio Cauteruccio. Lo spettacolo resterà al Fabbricone fino a domenica 20 (ogni sera ore 21), biglietto unico 7 euro.

Carl Sternheim è riconosciuto, insieme a Bertolt Brecht, come uno dei maggiori drammaturghi tedeschi del ‘900. Le sue commedie sono satire taglienti della borghesia benpensante e del proletariato in ascesa all’epoca dell’impero di Guglielmo II. “Le mutande”, scritto nel 1908, è il primo testo di una tetralogia che comprende anche Lo snob, 1913 e Il fossile.

Attraverso questo ciclo, Sternheim racconta la storia della famiglia Maske, che partendo da una condizione impiegatizia piccolo-borghese giungerà nelle generazioni a guidare un impero industriale in grado di decidere le sorti della Germania e dell’Europa. “Le mutande” si apre con un evento buffo ma tragico al tempo stesso. La signora Luise Maske perde le mutande durante la parata dell’imperatore. Le reazioni all’incidente del marito Teobald Maske, della vicina signorina Deuter, del signor Scarron e del signor Mandelstam, due uomini attratti dal fascino di Luise, tra morbosa curiosità e perversa fantasia, tratteggiano profili inquietanti di personaggi che anticipano il carattere di coloro che diventeranno i protagonisti dei grandi poteri industriali che sorreggeranno il nazismo.

I protagonisti di questo mondo sono determinati a lottare con eroica passione, attingendo al corredo originario delle proprie energie contro le resistenze sociali. “Il lavoro da me iniziato con il progetto che fondò la Compagnia Stabile del Teatro Metastasio termina con due spettacoli che sono fortemente legati da un discorso politico comune e lo considero il mio testamento culturale – spiega Paolo Magelli - Se Porcile di Pasolini-Binasco parla dell'Italia grassa e criminale uscita indenne dalle viscere della Repubblica di Salò, Le mutande di Sternheim-Cortina risalgono alla fonte di un'Europa che durante la lotta della prima, volgarissima, accumulazione del capitale è già malata di fascismo. Il ciclo dei sei drammi di Sternheim dedicati all'Eroe Borghese, del quale Le mutande è il primo – termina Magelli - rimane una delle opere fondamentali del teatro europeo moderno. Tanto fondamentale che fu una delle raccolte che i nazisti si preoccuparono di bruciare in piazza a Monaco con più urgenza. Peccato che ancora oggi il pubblico italiano ne attenda la traduzione”.

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