Italia
Tutti pazzi per il pianista jazz Brad Mehldau
Il teatro Metastasio di Prato completamente esaurito per il concerto in programma lunedì 3 marzo. A completare il trio Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria
PRATO. Grande successo per la XIX edizione di Metastasio Jazz: folto pubblico sia per i due concerti che hanno visto protagonisti l'Open Combo di Silvia Bolognesi e il duo Michel Portal, Antonello Salis, che per le due conferenze sul jazz da camera, tenute la domenica mattina da Stefano Zenni.
La rassegna Metastasio Jazz quest'anno chiude la XIX edizione con un protagonista d'eccezione per la prima volta a Prato: il pianista Brad Meldhau. Il terzo e ultimo concerto (esauritissimo!) si terrà lunedì 3 marzo alle ore 21, e vedrà sul palco del Teatro Metastasio uno trio che segna l'eccellenza assoluta nel jazz contemporaneo: quello diretto da Brad Mehldau con Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. Ecco un brano eseguito da Brad Meldhau tratto da Youtube.
Il programma di quest'anno di Metastasio Jazz è dedicato interamente al jazz da camera, e «Il trio pianistico» spiega il direttore artistico, Stefano Zenni, «è forse l'incarnazione più amata del jazz da camera. E quello di Mehldau è oggi l'espressione più alta della raffinatezza di suono, del fitto dialogo tra gli strumenti, della cura del repertorio, di una sensibilità lirica, trattenuta, preziosa e swingante che è divenuto il suo marchio stilistico inconfondibile».
Brad Mehldau incide soprattutto in trio dai primi anni Novanta. Il gruppo con Larry Grenadier e Jorge Rossy cambia nel 2005, con l'arrivo di Jeff Ballard alla batteria.
La personalità musicale di Mehldau forma una dicotomia. Egli è anzitutto un improvvisatore, e ama soprattutto la sorpresa e la meraviglia che sorgono da un'idea musicale spontanea che viene espressa in modo diretto, in tempo reale. Ma egli nutre anche una profonda fascinazione per l'architettura formale della musica, ed essa informa tutto quello che suona. Nelle sue esecuzioni più ispirate, la struttura del suo pensiero musicale funziona come uno strumento espressivo. E come suona, egli percepisce come si dipanano le idee e l'ordine in cui si rivelano. Ogni brano ha un arco narrativo intrinseco, che si manifesta in un inizio, una fine, o qualcosa lasciato volutamente aperto. I due aspetti della personalità di Mehldau - l'improvvisatore e il formalista - giocano l'uno con l'altro e l'effetto spesso è simile a un caos controllato.
C'è spesso un rigore intellettuale nel continuo processo di astrazione che ha luogo su un certo pezzo, e una certa densità di informazione. Che può essere seguita da una ballad emotivamente diretta, immediata. Mehldau ama giustapporre gli estremi.
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