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Prato, dopo il gol “rapinato” l’ira di Commini

di Vezio Trifoni
Prato, dopo il gol “rapinato” l’ira di Commini

Il presidente dei lanieri sulla sconfitta con rissa a Carpi: «Loro antisportivi»

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PRATO. Un inizio di stagione dal sapore amarissimo perché perdere ci sta ma non in questa maniera. L’accusa è di antisportività e di mancanza di fair play. Dopo la partita persa dal Prato a Carpi per 3-2 ha detto la sua, con un post su Facebook, anche il presidente biancazzurro Stefano Commini «Faccio i miei complimenti al Carpi per la vittoria e la grande sportività. Un esempio per i giovani. Un grande in bocca al lupo per il prosieguo del campionato, un warning alle altre squadre del girone: ora sapete con chi avete a che fare … perché nessuno della società finora ha preso le distanze dall’accaduto. E comunque la questione andava risolta sportivamente sul campo, dal triplice fischio in poi sono parole al vento».

Un’ironia amara che non lascia spazio alle interpretazioni. Subito dopo il goal vittoria i giocatori del Prato non ci hanno visto più e al termine uno dei più duri sul gesto antisportivo è stato il portiere Balducci che ha descritto come è nato il terzo gol del Carpi: «Siamo stati noi a mettere la palla fuori dopo aver visto a terra un uomo del Carpi. Poi la palla è stata rimessa in campo con un fallo laterale e praticamente mandata nella direzione della nostra porta per poi riprendere la partita e a quel punto un avversario, Saporetti, si è avventato sul pallone e ha segnato». Un’apertura di stagione che lascia l’amaro in bocca ai tifosi che hanno seguito la squadra allo stadio Sandro Cabassi di Carpi. Dall’altra parte il Carpi risponde con il direttore generale Enrico Bonzanini «Per come è finita la partita non ci sono innocenti e non ci sono vittime né carnefici. C’è stato un episodio di campo che si poteva tranquillamente risolvere in campo, se ci si aspetta che qualcuno metta la testa di Saporetti su una picca, il Carpi non lo farà. Saporetti ha interpretato un velo come una rimessa in gioco del pallone, non voleva mancare di rispetto al Prato e alle persone che sono venute allo stadio. È un agonista, ha interpretato la palla come tornata attiva e ha attaccato la porta. Questa è la versione del giocatore, che poi ha raccontato anche molto altro e tutto quello che è successo nel finale non è sport: speriamo che l’arbitro abbia visto e segnato tutto, perché c’è stata una vera e propria caccia all’uomo. Il Prato è una società modello, con tanti amici tra cui il direttore Bolzan, ci sarà da parte nostra massima disponibilità nell’organizzare la partita come c’è stata anche dal Prato in questa occasione ma la caccia all’uomo a casa nostra, così come quando andremo a Prato al ritorno, non la accettiamo».

Alla fine rimane il risultato negativo e un zero in classifica che suona davvero male anche perché si attendono sanzioni dal giudice sportivo. E siamo solo alla prima giornata. Mercoledi 13 settembre alle 19,45 al Lungobisenzio ci sarà la presentazione di tutte le squadre del Prato dalla prima squadra ai più piccoli e la campagna abbonamenti, che terminerà domenica 17 settembre, ha visto fino a questo momento la vendita di circa 100 tessere; numeri molto lontani da quelli attesi.

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