Il Tirreno

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rugby 

Il montemurlese Mantelli ha un sogno nel cassetto: scudetto e nazionale

Niccolò Tempestini

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PRATO. Dopo un periodo di sosta coinciso con la pausa natalizia e i turni di qualificazione agli spareggi per accedere alle coppe europee riprende il massimo campionato nazionale di rugby, il Top 12, privo di squadre pratesi, ma tra i cui protagonisti vi è il giovane montemurlese Leonardo Mantelli. Giocatore talentuoso e talento precoce, Mantelli si è formato nel vivaio pratese, ha esordito in serie A nell’Unione Rugby Cavalieri Prato Sesto ancora minorenne fortemente voluto da Rima Wakarua, suo tecnico anche in giovanile, e dopo un percorso formativo che lo ha visto vestire le maglie di tutte le selezioni nazionali giovanili è approdato ormai 3 stagioni fa a Rovigo. Adesso Leonardo ha preso il posto dello stesso Wakarua come miglior marcatore del campionato, traguardo raggiunto la stagione passata con 164 punti in 18 giornate e non vuole certo fermarsi. Trascinatore in campo con il suo piede quasi infallibile quest’anno Mantelli ha faticato più del previsto per tornare ad esser decisivo in campo: «il mio obiettivo è sempre quello di scendere in campo e dare il massimo per la mia squadra, ad inizio stagione ho faticato un po’ a ritrovare la concentrazione e la giusta attitudine, adesso sto bene e sono pronto –spiega Mantelli- e credo che questo periodo mi abbia fatto crescere come uomo e professionista». L’inizio di campionato non è stato facile anche per Rovigo: «dopo una partenza non ottimale, dovuta anche al cambio di allenatore, adesso siamo in forma, secondi in campionato e in corsa per la coppa Europa, ma l’obbiettivo di Rovigo come ogni anno è di vincere lo scudetto». Corsa difficile che secondo Leonardo ha due favorite: «indubbiamente Padova e Calvisano». Mantelli non pensa solo al campionato, ma anche alla Celtic league avendo vissuto l’esperienza di permit player negli allenamenti con il Benetton Treviso: «la squadra trevigiana sta facendo molto bene e potrebbe raggiungere lo storico risultato della qualificazione ai play off,-racconta Leonardo- questo risultato sarebbe frutto di un percorso e di un progetto che parte da lontano e che porterà prima o poi benefici anche alla nazionale».

Leonardo fa mai un pensiero all’azzurro?«Fin da bambino sogno di giocare il mondiale, adesso a 22 anni ovviamente la speranza c'è, ma non è un mio pensiero in questo momento sono concentrato su ogni singola partita con il Rovigo». —

Niccolò Tempestini

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