La ginnastica festeggia 150 anni di storia e non invita Jury Chechi
Il “Signore degli anelli” è stato escluso dalla cerimonia “Penso di aver contribuito anch’ìo, ci vediamo tra 150 anni”
prato. La Federazione italiana della ginnastica festeggia i suoi 150 anni di storia e si dimentica di invitare (o sceglie di non invitare) il “Signore degli anelli” . Sembra incredibile ma è accaduto davvero: alla festa che si è celebrata venerdì nel Salone d’Onore del Coni, a Roma, Jury Chechi non c’era. Non perché il campione olimpico degli anelli di Atlanta ’96 non ci tenesse. Semplicemente perché nessuno lo ha chiamato. Lui l’ha presa con la consueta ironia, affidando il suo pensiero a un tweet: “Auguri alla Fgi (Federazione Ginnastica d’Italia, ndr). Non sono stato invitato e mi spiace. Immodestamente forse... ma penso di aver dato un buon contributo anche io. Va bè... ci vedremo ai prossimi 150! ” .
Alla cerimonia che si è svolta al Coni c’erano il presidente Giovanni Malagò, l’onorevole Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, l’onorevole Simone Valente, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai rapporti con il Parlamento e Gherardo Tecchi, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia.
Nel suo intervento Malagò non ha fatto nessun riferimento a esclusi eccellenti dalla festa. «È una data così importante – ha detto – i 150 anni della Federazione Ginnastica d’Italia. Siamo felici di aver pensato con il presidente Gherardo Tecchi alle celebrazioni di questo evento. La storia del nostro paese è stata sempre accompagnata da quella della Federginnastica. La ginnastica è sempre stata avanti, è la base di ogni disciplina”».
«Confesso la mia ignoranza – ha detto poi il sottosegretario Giorgetti – sono rimasto sorpreso quando ho scoperto che la Federazione Ginnastica d’Italia festeggiava i 150 anni di storia».
L’unico a pronunciare il nome di Chechi è stato il presidente Tecchi: «Per me questo è un grande momento – ha detto – La nostra è una storia che abbraccia tutto lo sport italiano, parte dai più giovani fino ad arrivare ai grandi campioni: da Franco Menichelli a Jury Chechi a Igor Cassina fino ai nostri atleti che competeranno per arrivare a Tokyo 2020. Se riusciranno a vincere tutte le medaglie vinte ai Giochi Olimpici del 1964, saremmo tutti felicissimi». Sarebbe stato felice anche Jury Chechi di esserci, se solo l’avessero invitato. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
