Fusi nuovo patron dei Cavalieri «Così rilancerò il rugby pratese»
La presidenza dell’Unione Prato Sesto affidata all’ex giocatore trentottenne «Anche se ci vorrà tempo possiamo fare bene, vedo una gran voglia di lavorare»
PRATO
La società dei Cavalieri Prato Sesto ha un nuova regia al di fuori del rettangolo di gioco. Pochi giorni fa è stato eletto il nuovo consiglio della franchigia facente da vertice al movimento ovale sesto-pratese. Tante sono le novità, a cominciare dal presidente, che per i prossimi tre anni sarà Francesco Fusi, 38 anni imprenditore pratese ed ex giocatore di rugby.
Fusi è stato eletto nell’entusiasmo generale per continuare il rilancio dell’immagine e del rugby pratese, sempre voglioso di tornare ai fasti di pochi anni fa. Il nuovo presidente ha condiviso con il nuovo consiglio e con le figure di riferimento rugbistiche della zona il progetto triennale con cui intende sopperire alle carenze e rinforzare i punti di forza emersi negli ultimi anni.
Francesco Fusi ha ampia esperienza nel mondo del rugby, è stato giocatore del Gispi e poi dei Cavalieri con cui ha esordito in prima squadra nella stagione 2002/03, diventato allenatore tra le varie esperienze quella di co-allenatore di Guerzoni nell’under 15 del Gispi campione d’Italia under 15, che schierava Ugo Gori. Come dirigente è stato un pilastro del Gispi fino all’elezione a consigliere regionale toscano. Tanta esperienza quindi per un ragazzo ancora giovane che va a ricoprire un incarico prestigioso ed al tempo stesso oneroso.
Cosa porte in dote la sua freschezza?
«Per me è un onore ricoprire questo incarico, sicuramente oneroso, ma sono convinto che insieme al nuovo consiglio possiamo fare bene. C’è molta voglia di lavorare, abbiamo già iniziato a piano regime. Ovviamente c’è bisogno di tempo, ma spero che insieme riusciremo a fare un buon lavoro».
Qual è il progetto e in che tempi verrà attuato?
«Il progetto è triennale e prevede in primo luogo il consolidamento di quanto di buono fatto fino ad ora, vale a dire un lavoro ancora maggiore con le junior e le giovanili, per ampliare la base e riuscire ad inserire ancora più giovani nelle nostre squadre senior. Da subito rifaremo due squadre under 18, cosa fondamentale che nelle ultime due stagioni era mancata, poi per la filiera l’interscambio con la cadetta e la serie C dei Tigers, inoltre non si può poi prescindere dalla formazione dei tecnici e dei dirigenti. L’obiettivo è essere pronti e competitivi nel giro di tre anni, soprattutto con ragazzi di formazione nostra».
Arriva a questo ruolo dopo esser stato giocatore dei Cavalieri e allenatore delle giovanili locali, cosa pensi possa apportare in più?
«Ho la fortuna di aver vissuto dall’interno tutto quello che è successo, nel bene e nel male, negli anni precedenti del rugby pratese. Conosco quegli che sono i pregi ed i difetti delle persone che gravitano nell’ambiente, cercherò di sfruttare al meglio queste conoscenze, insieme al mio staff».
Qual'è il primo intervento di cui urge il rugby pratese per rilanciarsi?
«Riallacciare tutti quei rapporti che negli ultimi anni erano andati forse un po’ persi, dal sociale alle istituzioni, e riportare le persone a vedere la partita la domenica. È un obiettivo che ci siamo posti come prioritario da subito». —
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