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Volley, solo l’Ariete Pvp resta in corsa
Sabato l’andata della prima gara playoff con la Lucchese. Delusione Viva, retrocessa
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PRATO. Ariete e Volley Prato sorridono a metà. Per il Viva è subito tempo di reagire. Finale di campionato a due facce per le massime squadre del volley di casa nostra. Al termine di un sabato thrilling in cui in ogni palestra l’attenzione era equamente divisa tra la gara in campo e gli aggiornamenti frenetici sugli altri campi in arrivo sui telefonini, Prato si trova in mano un playoff, un bel campionato ed un’amara retrocessione in Serie D.
Il playoff è quello conquistato sul filo di lana dall’Ariete Prato Volley Project. Un risultato meritato per i valori della squadra e per una prima parte di campionato da grande della categoria. Almeno fino a febbraio la squadra di Targioni è rimasta in corsa addirittura per un posto sul podio del girone poi da marzo qualcosa si è rotto. Sei sconfitte ed una sola vittoria e sorpasso di Ius e Certaldo servito. Poi la volata finale con i successi su Liberi e Forti e Campi ed i playoff strappati con le unghie. Insomma, bene, anzi benissimo, l’accesso alla post season ma il sorriso a metà è d’obbligo ricordando queste ultime settimane di sofferenza e di scarsa compattezza che hanno messo a rischio l’obbiettivo minimo stagionale. Ora, appunto, sotto con i playoff e con la sfida all’Unione Pallavolo Lucchese (andata sabato 13 maggio alle 21 al Palazzetto di San Paolo), seconda della classe nel girone B. Un ostacolo subito importante ma anche l’occasione per capire cosa attendersi da questa post season.
Un mezzo sorriso è anche quello del Volley Prato. La stagione del gruppo di Mirko Novelli è stata senza ombra di dubbio positiva. Un’appassionante rincorsa alla zona playoff che si è conclusa all’ultima giornata a favore della Turris. Prato chiude così al quinto posto ad un punto dalla Turris e con ben dodici lunghezze sulla sesta. Negli anni scorsi la quinta piazza avrebbe significato playoff, la riforma dei tornei di B, però, ha determinato un effetto imbuto sui tornei regionali con nessuna promozione diretta, posti play off ridotti ed una post season estenuante. Come detto, però, la stagione pratese è stata positiva.
Gli ex ragazzini terribili di Novelli sono cresciuti ed oggi la società del presidente Giuntoli sa di poter contare su un’ossatura di squadra importante per la categoria ed a cui, di volta in volta, Novelli e Barbieri sono bravissimi ad aggregare nuovi talenti da un settore giovanile che, intanto, è diventato uno dei più prolifici e vincenti a livello regionale e non solo. Per dare risalto a questo lavoro a breve servirà una vetrina nazionale. Una Serie B che al momento appare ancora fuori portata per questo gruppo ma che nel medio periodo e con qualche innesto di esperienza potrà diventare una prospettiva concreta.
L’amarezza più grande della stagione è arrivata invece dal Viva Volley. Che non sarebbe stata una stagione ambiziosa lo si era capito subito. L’uscita di scena della regista Giuntoli aveva fatto subito volare basso la società che, fin da settembre, aveva dichiarato l’obbiettivo in una salvezza tranquilla. Obbiettivo apparso subito chimerico, almeno per quanto riguarda la tranquillità, alla luce di un esordio di torneo sconcertante con dieci sconfitte nelle prime undici gare, un cambio allenatore abbozzato e quasi subito rientrato ed una squadra che sembrava essersi già arresa di fronte ad una stagione sbagliata ed a qualche alibi di troppo concesso ad un gruppo che per valori tecnici non era certo il penultimo della categoria. Una valutazione ancora più valida alla luce di quanto questa squadra ha poi saputo fare da marzo in poi (curioso l’andamento speculare con le cugine dell’Ariete) quando Ridolfi e compagne hanno messo assieme 6 vittorie su nove gare e conquistato diciassette dei ventotto punti finali. Insomma, due mesi giocati con ritmo e ferocia adeguate, grazie anche all’innesto di una regista esperta come Bombardieri ma soprattutto all’incredibile lavoro motivazionale di Massimo Ceccato, che però non hanno potuto evitare la retrocessione in serie D. Il compito della dirigenza del Viva adesso è tracciare una linea, fare punto ed a capo e ripartire. Ripartire dagli errori commessi per aprire un nuovo ciclo.
Alessio Alessi
Il playoff è quello conquistato sul filo di lana dall’Ariete Prato Volley Project. Un risultato meritato per i valori della squadra e per una prima parte di campionato da grande della categoria. Almeno fino a febbraio la squadra di Targioni è rimasta in corsa addirittura per un posto sul podio del girone poi da marzo qualcosa si è rotto. Sei sconfitte ed una sola vittoria e sorpasso di Ius e Certaldo servito. Poi la volata finale con i successi su Liberi e Forti e Campi ed i playoff strappati con le unghie. Insomma, bene, anzi benissimo, l’accesso alla post season ma il sorriso a metà è d’obbligo ricordando queste ultime settimane di sofferenza e di scarsa compattezza che hanno messo a rischio l’obbiettivo minimo stagionale. Ora, appunto, sotto con i playoff e con la sfida all’Unione Pallavolo Lucchese (andata sabato 13 maggio alle 21 al Palazzetto di San Paolo), seconda della classe nel girone B. Un ostacolo subito importante ma anche l’occasione per capire cosa attendersi da questa post season.
Un mezzo sorriso è anche quello del Volley Prato. La stagione del gruppo di Mirko Novelli è stata senza ombra di dubbio positiva. Un’appassionante rincorsa alla zona playoff che si è conclusa all’ultima giornata a favore della Turris. Prato chiude così al quinto posto ad un punto dalla Turris e con ben dodici lunghezze sulla sesta. Negli anni scorsi la quinta piazza avrebbe significato playoff, la riforma dei tornei di B, però, ha determinato un effetto imbuto sui tornei regionali con nessuna promozione diretta, posti play off ridotti ed una post season estenuante. Come detto, però, la stagione pratese è stata positiva.
Gli ex ragazzini terribili di Novelli sono cresciuti ed oggi la società del presidente Giuntoli sa di poter contare su un’ossatura di squadra importante per la categoria ed a cui, di volta in volta, Novelli e Barbieri sono bravissimi ad aggregare nuovi talenti da un settore giovanile che, intanto, è diventato uno dei più prolifici e vincenti a livello regionale e non solo. Per dare risalto a questo lavoro a breve servirà una vetrina nazionale. Una Serie B che al momento appare ancora fuori portata per questo gruppo ma che nel medio periodo e con qualche innesto di esperienza potrà diventare una prospettiva concreta.
L’amarezza più grande della stagione è arrivata invece dal Viva Volley. Che non sarebbe stata una stagione ambiziosa lo si era capito subito. L’uscita di scena della regista Giuntoli aveva fatto subito volare basso la società che, fin da settembre, aveva dichiarato l’obbiettivo in una salvezza tranquilla. Obbiettivo apparso subito chimerico, almeno per quanto riguarda la tranquillità, alla luce di un esordio di torneo sconcertante con dieci sconfitte nelle prime undici gare, un cambio allenatore abbozzato e quasi subito rientrato ed una squadra che sembrava essersi già arresa di fronte ad una stagione sbagliata ed a qualche alibi di troppo concesso ad un gruppo che per valori tecnici non era certo il penultimo della categoria. Una valutazione ancora più valida alla luce di quanto questa squadra ha poi saputo fare da marzo in poi (curioso l’andamento speculare con le cugine dell’Ariete) quando Ridolfi e compagne hanno messo assieme 6 vittorie su nove gare e conquistato diciassette dei ventotto punti finali. Insomma, due mesi giocati con ritmo e ferocia adeguate, grazie anche all’innesto di una regista esperta come Bombardieri ma soprattutto all’incredibile lavoro motivazionale di Massimo Ceccato, che però non hanno potuto evitare la retrocessione in serie D. Il compito della dirigenza del Viva adesso è tracciare una linea, fare punto ed a capo e ripartire. Ripartire dagli errori commessi per aprire un nuovo ciclo.
Alessio Alessi
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