Il presidio
Capitan Corsi e la passione infinita per la palla a spicchi
A 38 anni è il giocatore-bandiera della Sibe Prato «Smetterò soltanto quando non mi divertirò più»
PRATO. La Sibe Prato chiude nel migliore dei modi un 2016 con tre vittorie consecutive che la rimettono in classifica in una migliore posizione e soprattutto dopo una stagione che ha dato una promozione in serie C Gold senza passare dai playoff. Il capitano dei Dragons è Jacopo Corsi che a quasi 40 anni è ancora tra i migliori in campo in questa categoria oltre ad essere un esempio e vuole superare tutti i record Quale è lo stimolo che le fa continuare a giocare ancora a 38 anni? «Gli stimoli sono molti ma il collante è essenzialmente la passione per uno sport che mi ha dato tanto in termini di soddisfazioni personali e gioie da condividere con compagni di squadra, molti dei quali ho visto muovere i primi passi e al quale sono molto legato - spiega Corsi - gioco nella mia società e indossare la maglia dei Dragons per me è un onore». Prossimi obiettivi dopo il record di partite giocate? «Quando arrivi a tagliare il traguardo delle venti stagioni disputate i numeri hanno un valore relativo. Per me gli obiettivi sono sempre stati e resteranno quelli di squadra: dunque vincere più partite possibile. Il campionato è duro e di alto livello ma noi ci siamo e nell'ultima parte del 2016, quando siamo rientrati tutti, abbiamo fatto vedere che siamo una squadra difficile da incontrare». In futuro le piacerebbe allenare o diventare dirigente ? «Ho accarezzato in passato l'idea di diventare allenatore, so che ne avrei le qualità. Avendo però conosciuto molti allenatori nella mia carriera ho potuto constatare che ad accomunarli era l'essere "malati di pallacanestro", un morbo che ha come sintomo principale quello di essere quasi 24 ore su 24 sul pezzo - dice Jacopo Corsi - Per essere un allenatore bravo (ed io ne ho avuti tanti) devi essere pronto a sacrificare molto di più di un atleta che sotto la doccia finisce, di fatto, il suo lavoro quotidiano. Devi preparare gli allenamenti, studiare continuamente, vedere centinaia di partite (dal vivo e registrate). Ad oggi, penso di essere immune da questa patologia». Il basket per lei è divertimento, passione, una sfida... Quale tra queste ? «Non penso che le tre cose siano alternative; non avrei mosso un muscolo sul parquet se non mi fossi divertito, se la passione fosse sparita e se non ci fossero più state sfide stimolanti, come il derby contro Agliana che si sta avvicinando - spiega il capitano - Il basket per me è tutto questo (e altro) e penso che quando uno di questi aspetti verrà meno, sarà il giorno in cui deciderò di appendere le scarpe». Un augurio per il 2017? «L'augurio per il 2017 è quello di ogni inizio anno: sperare per me e per i miei compagni di non dover affrontare la sofferenza di infortuni che ci tengano lontani dal gioco che amiamo. Il resto, vittorie, gioie e soddisfazioni, si conquista con l'allenamento in palestra; solo con quello». Ora i Dragons nel primo match del 2017 giocheranno al PalaToscanini domenica 8 gennaio contro Agliana in un derby tutto da seguire per poi affrontare il Certaldo nella prima di ritorno.
Vezio Trifoni
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