Il Tirreno

Prato

E' morto Prima, l'allenatore che fece sbocciare il rugby a Prato

di Niccolò Tempestini
Guglielmo Prima insieme ai suoi giocatori nel 2005
◗
Guglielmo Prima insieme ai suoi giocatori nel 2005

Lo storico tecnico dei Cavalieri si è spento il 28 dicembre a Livorno. Dal 2000 al 2006 ha guidato i "tuttineri" dalla serie B alle soglie dell'Eccellenza

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Si è spento mercoledì sera, 28 dicembre, nella sua amata Livorno a 74 anni Guglielmo Prima, storico allenatore dei Cavalieri Prato dal 2000 al 2006. Labronico nell'anima, Prima era molto amato in città per ciò che aveva fatto insieme ai "tuttineri" pratesi sui campi da rugby italiani, portando in sei anni la neonata squadra pratese dalla serie B alle soglie dell'Eccellenza con la semi finale di serie A nella stagione 2005/06. Fu l'uomo giusto al momento giusto capace di infondere ai tanti rugbisti pratesi la fiducia e l'attitudine necessarie per raggiungere obiettivi sportivi soltanto sognati in precedenza.

Allenatore di grande carisma ed esperienza arrivò a Prato nel 2000, scelto dall'allora presidente Bruni, dopo le fortunate esperienze come allenatore prima a Cecina poi a Livorno con la parentesi alla guida della nazionale under 21 italiana nelle stagioni 1997/98 e 1998/99. A Prato Guglielmo Prima si prese l'onere di trascinare un movimento sportivo verso nuovi obiettivi e fu grazie alla capacità di infondere la cultura del lavoro e lo spirito di sacrificio nei propri giocatori che ciò che era solo immaginato divenne realtà. Dopo una promozione da record in serie A nella stagione 2001/02 giunsero altri risultati sportivi straordinari lasciando intatta la ricetta del successo: un grande gruppo affiatato di giocatori locali con l'aggiunta di pochi stranieri di qualità sia sportive che umane. La sfida più importante vinta da Prima non fu però sul campo dove continuarono ad arrivare vittorie entusiasmanti con nobili avversari anche in serie A, ma nell'ambiente circostante il campo da gioco. Con l'esempio e l'empatia riuscì a costituire un luogo per la palla ovale pratese fondato su valori come rispetto delle regole e sacrificio individuale per un bene comune che poi fu alla base dei successi sportivi e ancora oggi portato ad esempio.

Tramite la sua esperienza trasferì ne I Cavalieri la cultura del lavoro sportivo e del vivere in funzione del proprio obiettivo settimanale fondamentali per il raggiungimento del risultato. Innumerevoli gli aneddoti legati all'uomo oltre che all'allenatore che per oltre trenta anni ha allenato in tutta la regione, come amava far presente a chi gli chiedesse da quanto calcasse i campi: "ho allenato tutti in Toscana io". Infinito il rispetto che lo ha legato ad ogni giocatore e appassionato di rugby pratese, a volte eccentrico nei modi di fare lascia un ricordo di passione e volontà in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo sui campi da rugby. A Prato fu esempio di professionalità e di cultura sportiva pur non andando spesso per il sottile sempre pronto a mettersi in gioco per il proprio obiettivo e per i propri giocatori, qualità che gli ha permesso di esser amato da chi allenava, un uomo che non si accontentava mai, ma che spingeva sempre per dare un qualcosa in più, riconoscendo nei propri giocatori capacità e qualità inespresse. Un maestro senza cui la vita di molti sarebbe stata sicuramente diversa, i quali dopo averlo incontrato non potranno che ricordarlo sempre con grande stima ed affetto. Le esequie si terranno domani, 30 dicembre, a Livorno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web