Il presidio
Rizzoli, così nasce e cresce un arbitro
Ha incontrato i giovani a Maliseti ma non ha voluto parlare di Milan-Juventus
PRATO. Tanti ragazzi all'Estraforum con l'arbitro internazionale Nicola Rizzoli, ospite d'onore della manifestazione dal titolo "Fair play dentro e fuori dal campo" organizzata dalla Cassa di Risparmio di Pisa, Lucca e Livorno in collaborazione con il Maliseti Tobbianese e Prato calcio a 5.
Presenti 400 ragazzi delle scuole calcio di Maliseti Tobbianese, Prato C5, Coiano Santa Lucia, Zenith Audax, Doccia calcio, Casale Fattoria, Sestese, La Pietà, Novoli e Galcianese.
«In tutti gli sport serve il fair play - ha detto Rizzoli - i successi si ottengono con il lavoro e il sacrificio e lo sport è un esperienza unica che aiuta a crescere. Una scuola di vita dove il rispetto delle regole è fondamentale e i genitori hanno un ruolo fondamentale e una grande responsabilità».
L'arbitro bolognese ha ripercorso attraverso foto e filmati la sua lunga carriera raccontando aneddoti e particolari, dal rapporto con tanti campioni alle partite più difficili come un derby di serie C tra Messina e Catania ancora giovane arbitro alla sfida delle qualificazioni europee tra Albania e Serbia per poi passare alle emozioni delle finali di Champions Legue e Europa League, fino al punto più alto con la finale dei mondiali 2014 tra Germania e Argentina.
«Le partite si preparano come gli allenatori - ha spiegato Rizzoli - Conoscere le squadre e i giocatori ti facilita il lavoro in campo dove ci vuole sempre il rispetto dei ruoli. Siamo persone che possono sbagliare ma ci vuole rispetto reciproco anche se non è sempre facile».
Tante poi le domande dei ragazzi per sapere aneddoti e curiosità e non poteva mancare la domanda sull'ultima partita arbitrata Milan-Juventus e sul gol annullato a Pjanic sul quale ha detto che i regolamenti gli vietano di parlare delle partite e chiaramente ha parlato di soggettività.
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