Orgoglio Pratese si schiera col presidente Radici
Dopo la rivolta dei tifosi, il trust spiega come si è mosso: «Non abbiamo niente di cui vergognarci»
PRATO. Il trust dei tifosi Orgoglio Pratese, che ha rilevato il 51% delle quote del Prato, all’indomani della dura contestazione dei tifosi della Curva Ferrovia, difende la scelta del presidente Nicola Radici di esonerare il tecnico Acori a cui è subentrato Roberto Malotti.
«Quando abbiamo iniziato questo progetto - si legge in una nota di Orgoglio - sapevamo che con i momenti belli (presentazione di Antonini e Tavano e squadra tutta) sarebbero inevitabilmente arrivati anche i momenti in cui una società deve prendere decisioni, anche impopolari. Abbiamo messo tempo e denaro in un progetto che ci ha permesso dopo anni di assomigliare ad una società normale. Il 30 di giugno l’assemblea ha votato un nuovo presidente, Nicola Radici, dopo 37 anni di monotonia, per acclamazione (anche di molti di quelli che oggi ci girano le spalle). Il presidente eletto ha avuto la delega totale per gestire in autonomia le scelte tecniche per questa stagione. È stato nominato un direttore sportivo, un allenatore, abbiamo creato con fatica una rosa di giocatori, abbiamo cambiato tutto lo staff tecnico. Di tutto questo nessuno parla più! Domenica dopo la partita con il Siena sono arrivate sollecitazioni, da molti tifosi, per dare una scossa alla squadra e all’ambiente. Nella serata di domenica in una riunione fiume abbiamo deciso insieme agli altri rappresentanti in seno al Cda di esonerare Acori. Ci siamo comportati da società normale, i membri del Cda hanno espresso il proprio pensiero, lasciando poi al presidente Radici il compito di decidere il nome del nuovo allenatore in totale autonomia. Non entriamo sulle valutazioni tecniche della scelta fatta, non è nostra competenza lo abbiamo detto fin dall’inizio, ma rigettiamo con forza ogni strumentale illazione sull’autonomia del presidente Radici che dopo 25 anni di esperienza calcistica, ha chiaramente le capacità di gestire certe decisioni e momenti di difficoltà. Siamo stupiti e disgustati da alcuni commenti, illazioni e minacce (fatte anche a livello personale) da persone che fino a pochi giorni fa ci ringraziavano per aver fatto questo cambiamento. Noi non abbiamo niente da recriminare, non abbiamo niente di cui vergognarci, non abbiamo fatto niente se non dare seguito a quello deciso in assemblea. A giugno del 2017 ovvero a fine mandato (e fine campionato) tutti saranno oggetto di verifica e di valutazione sui risultati ottenuti. Nessuno escluso».
Vezio Trifoni
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