Il presidio
Crisanto porta la Roma in finale
Il portiere di Galciana protagonista della semifinale Primavera contro l’Inter. Sabato 4 la finale contro la Juventus
PRATO. È strano lo sport. Il portiere Lorenzo Crisanto, galcianese doc, la scorsa settimana doveva venire a Prato a ritirare il premio, al teatro Politeama, che l'amministrazione comunale gli aveva riconosciuto per lo scudetto Allievi Nazionali conquistato con la Roma lo scorso anno. Il club giallorosso però non ha dato il permesso al portierone e c'era un motivo. Mister De Rossi aveva scelto lui per far giocare le ultime partite di campionato che possono valere lo scudetto Primavera.
Nel match di semifinale Inter-Roma chiuso ai calci di rigori è stata proprio la parata decisiva di Crisanto sul tiro di Baldini a dare la vittoria e la finale ai giallorossi che sabato 4 alle 20,30 a Reggio Emilia affronteranno la Juventus che ha superato il Torino per 1-0.
«E’ stata grande tutta la squadra, non solo io: abbiamo fatto una partita gigante - spiega Crisanto - L’Inter ha fatto tre gol e neanche loro sanno come… La Roma ha tenuto sempre in mano il gioco e la palla, è stata una finale guadagnata meritatamente. E’ stata una vittoria ottenuta sotto tutti i punti di vista: ci mettiamo sempre il cuore, lavoriamo da inizio anno per questo. Speriamo sia il nostro anno, vogliamo lo scudetto». La Roma gli ha dato fiducia dopo che Crisanto era arrivato dalla Fiorentina nel 2012, quando Pantaleo Corvino lasciò i viola. Il portiere pratese è stato protagonista soprattutto in Youth League ( la Champions giovanile) e fin dall'esordio contro il Barcellona era risultato decisivo sul centravanti blaugrana Rio e si era ripetuto contro il Bayern Monaco. A Trigoria lo considerano il nuovo Frasca, per rendimento il portiere più forte degli ultimi 10-15 anni di Primavera. Crisanto rischiava di andarsene anche prima della Primavera: la Roma pensava di svincolarlo, prima della fine della stagione, il Frosinone già si era fatto sentire, dopo aver proposto la Primavera a Coppitelli, che lo aveva sempre difeso e fatto giocare. Crisanto ha creduto nei suoi mezzi ed ha continuato a lavorare fino ad avere la grande occasione.
«Io sono un portiere e voglio fare questo mestiere - spiega - Ho lavorato parecchio dal lato tattico ma sono anche un portiere estroso e in questa occasione sono stato bravo a intuire il tiro».
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