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Il ciclismo pratese piange il suo splendido gregario
La scomparsa di Marcello Fossi, anima della Ciclistica e organizzatore delle più popolari corse: se n’è andato a 75 anni dopo una lunga malattia
PRATO. Il ciclismo pratese, quello regionale e nazionale si stringono intorno alla Ciclistica Pratese 1927 e ai familiari di Marcello Fossi, 75 anni, storico segretario dell'associazione pratese, che era stato anche segretario del comitato regionale toscano della Federciclismo che è deceduto la sera di giovedì dopo quattro interventi chirurgici. La sua salma è esposta alla Pubblica assistenza e i funerali verranno celebrati oggi alle 15 nella chiesa di Santo Spirito in centro storico.
«Per la nostra società ma il ciclismo tutto è una perdita incredibile - spiega Mario Fabianelli, presidente della Ciclistica Pratese - Marcello era il fulcro tuttora dell'attività e seguiva tutte le nostre manifestazioni e quello che erano i rapporti con la federciclismo». Marcello Fossi era il centro di tutte le attività ciclistiche che si svolgevano a Prato dal Gran Premio Industria e Commercio, ai 29 Martiri di Figline, la corsa di Bacchereto, il Trofeo Fiaschi e tante altre manifestazioni. Amico di Alfredo Martini e di tantissimi ciclisti di fama internazionale, ha sempre lavorato nelle retrovie. La sua ultima corsa è stata quella organizzata per Telethon a dicembre 2015 dove anche in quel caso era alla partenza per sistemare i ciclisti. Il sindaco Matteo Biffoni, insieme al consigliere con delega allo Sport Luca Vannucci e a tutta la giunta, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Marcello Fossi, storico segretario della Ciclistica Pratese 1927. «Una figura di riferimento per il ciclismo non solo cittadino ma regionale e nazionale - hanno ricordato Biffoni e Vannucci - Una memoria storica con una visione sempre proiettata ai giovani e al futuro che con la sua esperienza e passione mancherà al mondo dello sport». Molto apprezzato anche dal comitato regionale. «Con Marcello abbiamo organizzato tantissimi eventi a livello regionale e nazionale - spiega Maria Bruni, vicepresidente del Comitato regionale della Federciclismo - Siamo addolorati e sicuramente sarà una figura che verrà ricordata per il fatto che stava sempre nelle retrovie come un gregario ma era fondamentale perché l'evento o la corsa potesse avere successo. Conosceva tutti e tutti lo conoscevano per la sua grande passione».
«Marcello era il padre di tutti coloro che hanno gravitato nel mondo della bicicletta - spiega Carlo Iannelli - insieme a lui siamo riusciti a dare valore al Gran premio Industria e Commercio e per lui è sempre stata la corsa di Prato per tradizione e partecipazione. Una grande perdita che ci addolora come amici e come ciclistica pratese».
Vezio Trifoni
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