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Prato a piccoli passi verso la salvezza Con la Reggiana è pari
Succede tutto nel giro di un minuto: ospiti avanti con Spanò Ci pensa il solito Bocalon di testa a mettere le cose a posto
PRATO. Una partita concentrata in una manciata di secondi. Al 72’ scappa la Reggiana grazie a un colpo di testa in tuffo di Spanò. Nemmeno il tempo di esultare e ci pensa il solito Bocalon, anche lui di testa ma in splendida solitudine, a rimettere le cose a posto. Tutto qui Prato-Reggiana? Assolutamente no. Biancazzurri e granata hanno provato a vincere fino alla fine, lottando contro gli avversari e il forte vento che non ha mai cessato di spazzare il Lungobisenzio. Alla fine il risultato è sostanzialmente giusto, anche se non fa più di tanto comodo né ai padroni di casa né agli ospiti, perché premia la grinta prudente del Prato e la voglia dinamica della Reggiana.
La differenza di valori in campo si è vista, tra due squadre divise da 19 punti, con gli emiliani saldi al terzo posto e i lanieri invischiati nella lotta per non retrocedere. Ma non è stata una differenza abissale. E il quarto risultato utile consecutivo rafforza le ritrovate certezze della truppa di Esposito facendole fare un altro passettino verso il traguardo ancora lontano.
Il tecnico biancazzurro stavolta ha lasciato nell’armadio l’albero di Natale e ha optato per un classico 4-4-2 tenendo in panca Gabbianelli e preferendo schierare un centrocampo compatto a sostegno della coppia Fanucchi-Bocalon. Il risultato gli dà ragione, perché fare punti con questa Reggiana, che all’andata non lasciò scampo al Prato, non era affatto scontato.
L’effetto del giorno lavorativo sugli spalti si fa sentire solo per i tifosi biancazzurri. La Maratona è poco popolata, mentre da Reggio Emilia sono arrivate alcune decine di supporters granata. Presenze eccellenti invece in tribuna: accanto all’ex arbitro Stefano Braschi si notano Alessandro Diamanti, il fantasista della Fiorentina, e l’ex portiere della Nazionale Giovanni Galli.
Sono gli ospiti a rendersi pericolosi per primi al 14’ col possente Petkovic, ben imbeccato a tu per tu con Gazzoli, ma il centravanti svirgola e mette a lato. Due minuti prima Bocalon si era smarcato e aveva messo dentro, ma il gol viene annullato per un fuorigioco sbandierato tardivamente dall’assistente.
I tifosi granata punzecchiano i biancazzurri cantando: “Le mamme dei pratesi son cinesi...” ma non ottengono il rusultato. Intanto però la Reggiana spinge sull’acceleratore e alla mezz’ora costruisce due nitide occasioni per passare in vantaggio. La prima con Siega al 29’ che si presenta davanti a Gazzoli e si vede deviare il tiro in calcio d’angolo; la seconda con De Giosa, il cui colpo di testa sul corner si stampa sul palo alla destra del portiere biancazzurro. Il campanello d’allarme scuote il Prato, che si ricompatta e al 42’ avrebbe anche l’occasione per passare con Bocalon, ma il centravanti è tanto bravo a liberarsi in mischia quanto impreciso nella conclusione, che finisce di un soffio a lato.
La ripresa vede il Prato giocare a favore di vento, ma è Angiulli a far tremare Gazzoli con un missile da fuori area che al 54’ sfila di un niente a lato. I padroni di casa rispondono per le rime: al 66’ Urso trova lo specchio dalla distanza, ma trova anche le mani di Feola.
I fuochi d’artificio, come detto, iniziano al 72’ quando un preciso cross dalla destra premia l’inserimento di Spanò, bravo a trasformarsi in attaccante e a segnare in tuffo. Apparentemente più facile il gol che un minuto più tardi segna Bocalon, bravo a smarcarsi sul cross di Cavagna susseguente a un corner. Ci sarebbe anche il tempo per provare a vincere, ma le ripartenze del Prato sono timide: i punti, e forse anche le gambe, a questo punto della stagione sono maledettamente pesanti. Finisce così senza infamia e senza lode, ma la “pareggite” del Prato alla fine dei conti potrebbe anche essere l’arma in più.
Paolo Nencioni
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