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Presunte offese fra bambini, parla il genitore

Presunte offese fra bambini, parla il genitore

PRATO. All’indomani dell’amichevole fra i baby calciatori dell’Asd Sorms San Mauro Calcio di Signa e Calenzano disputata lo scorso 10 gennaio sono nate tante incomprensioni legate a presunte offese...

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PRATO. All’indomani dell’amichevole fra i baby calciatori dell’Asd Sorms San Mauro Calcio di Signa e Calenzano disputata lo scorso 10 gennaio sono nate tante incomprensioni legate a presunte offese pronunciate a fine partita da alcuni bambini. Per mettere una pietra sopra l’accaduto un genitore, Paolo Borselli, e un dirigente, Giovanni Gonfia del San Mauro, ci hanno inviato due lettere che pubblichiamo di seguito. «Anzitutto - scrive Borselli - devo precisare nuovamente di non essere un dirigente della Sorms ma solo il genitore di un bambino che gioca nella predetta squadra. Devo precisare altresì di non aver mai reso dichiarazioni a nessun quotidiano e che il virgolettato che mi si attribuisce non è stato oggetto di diretta percezione da parte dell’articolista con cui, ripeto, non ho mai avuto contatti. Inoltre mi preme chiarire che le due società calcistiche non hanno avuto alcuna parte in questa vicenda e sono state pertanto ingiustamente coinvolte nella polemica. La partita infatti si è svolta nella più totale tranquillità, senza falli e recriminazioni di sorta.Gli avvenimenti successivi hanno coinvolto solo i bambini, non vi erano adulti presenti, né genitori né dirigenti. Pertanto ribadisco di non aver mai voluto addebitare né al Calenzano né ai genitori dei bambini di quella squadra alcuna responsabilità per quello che mio figlio (ed altri suoi compagni) mi riferirono essere accaduto. Trattasi, in ogni caso, di una vicenda avvenuta tra bambini che, come tale, non meritava il risalto che ha avuto. Mi dispiace sinceramente che ne siano derivate strumentalizzazioni. Ribadisco inoltre che fin da subito il mio intento è stato sì quello di consolare mio figlio e i suoi compagni, ma anche di sottolineare che si trattava di cose successe, appunto, tra bambini, senza alcuna attribuzione di specifiche responsabilità e senza nessuna intenzione di esprimere giudizi sui metodi educativi altrui. Confermo la mia più profonda stima per la società Calenzano e per i suoi dirigenti». «Ammesso e contestato che l'episodio sia realmente successo - aggiunge il dirigente Giovanni Gonfia - attiene a presunte frasi che sarebbero state pronunciate da bambini di 10 anni, fuori dal contesto di gioco. Inutile dire che è praticamente impossibile, stante l'assenza di dirigenti e genitori ai fatti, vagliare l'attendibilità di quanto riferito dall'una e dell'altra parte».

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