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Prato, amarezza dopo la vittoria sfiorata ad Ascoli

Paolo Nencioni
Prato, amarezza dopo la vittoria sfiorata ad Ascoli

Esposito non digerisce la beffa del pareggio subito all’89: “Avrei preferito un autogol, queste sono due squadre che hanno un concetto relativo della difesa”

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ASCOLI. Il calcio è anche questione di attimi. Attimi decisivi, come quello che è costato al Prato una vittoria di prestigio sul campo di Ascoli che sembrava già in saccoccia. Una manciata di secondi alla fine, un traversone basso filtra tra una selva di gambe e si ferma tra i piedi del terzino Bandini, che anziché rinviare di prima, magari rischiando l'autogol, stoppa e consente a un rapace ospite, Carpani, la stoccata vincente. Fine dei giochi, 1-1 e gloria rinviata.

"Sì - confessa il tecnico Vincenzo Esposito alla fine della gara - Avrei preferito che facesse autogol, è stato un errore concettuale, come altri che ho visto da entrambe le parti. Queste sono due squadre che hanno un concetto relativo di difesa".

Eppure è un bicchiere mezzo pieno quello che il Prato ha buttato giù al Del Duca di Ascoli contro una delle squadre che, insieme al Pisa, è indiziata come ammazza-campionato. Se fosse finita 1-0 per i biancazzurri nessuno avrebbe gridato allo scandalo, semmai alla scarsa precisione degli attaccanti di casa, che in almeno tre occasioni hanno avuto la possibilità di colpire e quasi sempre hanno centrato Brunelli, ieri titolare perché, ha spiegato la società, Ivusic ha avuto qualche problema muscolare subito prima dell'incontro.

Ma se Brunelli non ha fatto rimpiangere il titolare, molto di più si è fatta sentire l'assenza di Riccardo Bocalon, fermato da un risentimento all'adduttore. Esposito lo ha buttato nella mischia al 68', ma si è visto che il bomber aveva qualche problema a scattare e si è limitato a cercare di tener palla dopo aver rilevato un esausto Rubino.

Bicchiere mezzo pieno, dunque, perché al cospetto di una nobile decaduta i ragazzini del Prato hanno giocato senza paura e con una personalità che sembra crescere di giornata in giornata. Prendiamo Brunelli. Ha fatto letteralmente imbestialire il pubblico di casa con la flemma (per usare un eufemismo) con la quale ha preparato ogni rinvio dal fondo, anche sullo 0-0. Vista con gli occhi degli ascolani, una bella perdita di tempo. Vista con gli occhi del suo allenatore, forse, una dimostrazione di personalità, specialmente nel secondo tempo quando gli ruggiva dietro tutta la curva bianconera.

Il gol del vantaggio è frutto di un'azione confusa al 56', con una palla che spiove dall'alto in area, un grappolo di difensori bianconeri che non riescono a intercettarla e una zampata di Rubino sulla quale il portiere Lanni compie un mezzo miracolo, ma solo per ribattere la palla all'altezza del dischetto, dove l'appostato Fanucchi emette la sentenza strozzando a terra un pallone che muore sotto la traversa (nella foto sotto). I bianconeri protestano a lungo per un presunto fallo e nell'occasione il portiere viene anche ammonito, ma sembra più uno svarione difensivo che un fallo in attacco.

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Prima del vantaggio era stato Rubino a divorarsi letteralmente un gol nel primo tempo, lanciato sul filo del fuorigioco, bravo a difendere la palla ma assai meno nel tiro, che si spegne alla destra di Lanni. Ma le migliori occasioni sono toccate all'Ascoli, due con Mustacchio, che prima spara sull'esterno della rete e poi coglie il palo a Brunelli battuto, una ancora più grande con Perez che si invola e a tu per tu con Brunelli si fa ipnotizzare.

"Ho visto due partite - ragiona Esposito - Nel primo tempo l'Ascoli meritava di finire in vantaggio. Nella ripresa per mezz'ora noi abbiamo fatto molto bene, abbiamo meritato il vantaggio. Negli ultimi quindici minuti siamo calati anche fisicamente, ma avrei voluto cercare il secondo gol anziché difendere il primo, per questo ho messo Bocalon". Solo che il ragazzo, come detto, non sembrava a posto fisicamente e non ha potuto allungare il suo personale filotto di reti.

Poco male. Il morale è alto e la classifica corta. Esposito, che è una vecchia volpe della C, avverte:"Funziona sempre così, all'inizio del campionato sembra che ci siano una o due squadre in grado di fare corsa a sé, ma la verità è che tutti possono perdere con tutti".

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