Il presidio
Pennacchia torna in panchina e rivitalizza il San Martino
Il dirigente-allenatore parla del suo ritorno alla guida della squadra di Seconda Categoria, dopo le dimissioni di Godi, e del testacoda previsto per domenica contro lo Iolo
PRATO. Il Prato 2000 è stato stoppato tra le mura amiche del San Pietro dal sorprendente San Martino che in chiave salvezza conquista un punto importante dopo i tre messi in tasca domenica scorsa con il qualitativo Poggio a Caiano. Della metamorfosi di questo San Martino ne parliamo con il d.s. Domenico Pennacchia che, da qualche giornata, ha lasciato la scrivania per andare a sedersi sulla panchina.
Allora mister il richiamo del campo è sempre troppo forte?
«Sicuramente sì, ma stavolta ne avrei fatto volentieri a meno. Dopo la brutta sconfitta di Malmantile, Godi venne in società a rassegnare le dimissioni ed allora è stato quasi giocoforza abbandonare la scrivania per tornare in campo. Questo gruppo di giocatori io lo conosco bene e ero sicuro che con un pò di pazienza e tanta serenità i valori veri di questa squadra sarebbero venuti fuori. Ci siamo ricompattati, guardati negli occhi, impegnati a cercare anche la più nascosta energia per venire fuori dal tunnel dove inesperienza e mancata abitudine alla categoria ci avevano cacciato e le cose sono cominciate a cambiare».
Tanto che avete colto due risultati positivi quasi incredibili come la vittoria in casa sul Poggio a Caiano e il pareggio esterno con il Prato 2000 di domenica scorsa.
«Io sono sempre stato convinto della qualità di questa formazione che non merita assolutamente la classifica che ha. Anche domenica al San Pietro abbiamo fornito un'ottima prestazione ed alla fine il pareggio, per il gioco prodotto, ci sta anche un po' stretto. Certo la situazione rimane complicata ma l'obiettivo è quello di fare il meglio che possiamo e dopo tireremo le somme».
Questa inversione di tendenza è stata determinata anche dal suo sfogo contro gli arbitri al punto di minacciare il ritiro della squadra?
«E' indubbio che i torti arbitrali subiti dal San Martino sono stati tanti. Io non voglio credere che quello sfogo abbia contribuito ad un cambiamento ma quel che è certo è che da quel momento gli arbitri hanno fatto meglio il loro lavoro non interferendo con l'andamento della partita».
Domenica arriva lo Jolo, un testa coda emozionante.
«Noi siamo pronti ad affrontarlo. Ci vorrà una partita perfetta sia sul piano tecnico tattico sia su quello della determinazione agonistica ma i miei calciatori hanno riacquistato autostima negli ultimi incontri e andranno in campo sereni con la mentalità di chi non ha niente da perdere e con l'indispensabile grinta per fare risultato».
Molti degli addetti ai lavori danno lo Jolo come vincitrice del girone, lei?
«Undici punti di vantaggio sulla seconda a undici giornata dalla conclusione sono un bel margine non c'è dubbio ma il calcio è strano e dietro sta correndo come una ferrari il Seano 1948 che mi ha impressionato molto quando l'abbiamo incontrato sia per la qualità del gioco sia per la caratura tecnica degli interpreti e, poi, se domenica dovessero inciampare...».
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