Rissa al campo della Pietà «E’ solo colpa dei genitori»
I dirigenti delle due società si sono incontrati in Federazione per ribadire la loro amicizia: «Noi e i giocatori siamo estranei a quello che è successo fuori»
PRATO. Il fatto, per quanto possa sembrare assurdo, non è poi così originale: genitori venuti alle mani durante un incontro di calcio giovanile e carabinieri chiamati sul campo a ristabilire l'ordine.
E' successo sabato pomeriggio al "Faggi" della Pietà, durante l'incontro tra Pietà e Firenze Ovest valido per il nono turno del campionato Juniores regionale, finito 2-1 in favore della formazione fiorentina.
Il copione è sempre lo stesso: mentre i ragazzi si affrontano regolarmente sul campo, una parte dei genitori (perché sarebbe ingiusto dare la colpa a tutti) gioca un'altra "partita" in tribuna.
Offese verbali, minacce, botte, infine l'arrivo dei carabinieri a sedare gli animi.
Per quanto possa sembrare assurdo, è tutta roba già vista (il precedente risale a neanche un mese fa: Zenith Audax-Affrico dei Giovanissimi regionali) e che molto probabilmente rivedremo.
Il problema è che quando accadono episodi simili le società rischiano di rimetterci il buon nome, e di prendersi colpe che magari non hanno.
Proprio per questo i dirigenti di Pietà e Firenze Ovest si sono incontrati lunedì sera in federazione. Oggetto dell'incontro: ribadire l'estraneità di giocatori e dirigenti a quanto successo sabato in tribuna.
«Tra le due società c'è un ottimo rapporto - spiega il presidente della Pietà, Antonino Iacobacci - Abbiamo fatto questo incontro in federazione proprio per scongiurare ogni tipo di equivoco: di ciò che è successo in tribuna ne sono responsabili soltanto i genitori. Tra le due società non c'è mai stato alcun tipo di astio, nè tantomeno tra i giocatori, che sono usciti dal campo con assoluta serenità, stringendosi la mano».
«Purtroppo questi episodi succedono - continua il presidente laniero - Il motivo non lo so, può essere rabbia repressa, mancanza di spirito sportivo, non lo so. Il punto è che non ci devono andare di mezzo le società, non è giusto».
Gianmarco Mei
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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