Il Tirreno

Prato

Le ragazze sono diventate donne

di Francesca Cioccoloni
Le ragazze sono diventate donne

Jacopo Bologna: «E’ stata una stagione emozionante e abbiamo lottato anche contro chi gufava»

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PRATO. Stagione al top per l'Estra Cavalieri che ha tenuto un passo incredibile fino alla promozione nella massima serie arrivata giovedì sera al Foro Italico, dopo la vittoria in gara 2 contro la Sis Roma per 12 a 14. Dall'inizio del campionato infatti le tuttenere non hanno mai subito una sconfitta, occupando per buona parte della stagione la prima posizione in classifica, chiudendo il girone al primo posto e passando quindi direttamente ai playoff. «Ho trascorso la notte in bianco – commenta l'allenatore Jacopo Bologna - Il rientro in autobus è stato molto emozionante. Una alla volta le ragazze hanno raccontato la propria esperienza sull'anno appena trascorso. Ci sono stati momenti molto emozionanti. Racconti di esperienze diverse che hanno sottolineato una volta di più la grande coesione, il senso di appartenenza nel gruppo che è un principio cardine. Ho visto i genitori delle ragazze con le lacrime agli occhi e anch'io mi sono commosso».

Stagione da incorniciare quindi?

«Ripercorrendo la stagione adesso posso dire che è da incorniciare. Non sarebbe stato così infatti se non fosse arrivata la promozione. Per quanto bella la cornice, questa non sarebbe stata su senza il passaggio in A1. Hanno fatto di tutto per smontarcela, per distruggerla con uno scetticismo di fondo, hanno gufato insomma, e le ragazze hanno dovuto combattere anche con questo. Ma proprio questo ha aiutato nella crescita soprattutto emotivamente: da ragazze sono diventate donne».

Quali impressioni ha avuto arrivando ad allenare l'Estra Cavalieri?

«Le ragazze le conoscevo benissimo già prima di arrivare. La sensazione è stata quella di dover rifondare il gruppo che l'anno scorso aveva sfiorato la promozione ma che era stato smontato, quindi andava ricostruito con pezzi che erano tutti dei punti interrogativi. Le quattro titolari che hanno smesso l'anno scorso sono state sostituite con giocatrici di minor esperienza. Ho sempre creduto molto in loro, vedevo le potenzialità, poi i successi hanno portato anche loro a credere in se stesse».

Su cosa ti sei dovuto ricredere?

«Le ragazze le conoscevo, sono rimasto stupendamente sorpreso dal grande cuore che hanno. Sono stato il condottiero di uno splendido esercito che aveva gli occhi iniettati di sangue. Sono state encomiabili, tra l'altro con un arbitraggio tipico da trasferta e un tifo contro, sono state brave ad andare oltre a tutto, hanno creduto fino in fondo in ciò che facevano».

Per l'anno prossimo?

«Adesso viene il difficile. Il salto di categoria non è solo tecnico ma qualitativo. Bisogna stare attente a non tornare subito indietro. Il nostro intento sarà lavorare per non retrocedere. Le ragazze sono talmente giovani che se riescono a superare questa fase di confronto con giocatrici più esperte, avranno la possibilità un domani di dettar legge proprio a livello italiano, ma devono aver fiducia nei loro mezzi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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