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Cavalieri instancabili Il segreto della tenuta è nascosto in Francia

Cavalieri instancabili Il segreto della tenuta è nascosto in Francia

Parla il preparatore Boldrini: «Visito i club transalpini per tenermi aggiornato, ma per vincere conta la testa»

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PRATO. Se il fiato tuttonero ha tenuto benissimo finora il merito va sopratutto ai due preparatori atletici dei Cavalieri, Luis Otano e Tommaso Boldrini. Ecco l’intervista a quest’ultimo, alla vigilia della finalissima per lo scudetto, domani alle 16,40 al Chersoni contro il Mogliano.

La differenza si è vista nel finale della partita a Calvisano, loro senza fiato, noi come se si dovesse cominciare in quel momento. Come avete fatto lei e Luis?

«Penso che Calvisano fosse in condizione per poter vincere la partita contro di noi e nel primo tempo ci ha messo in seria difficoltà ma non è soltanto la freschezza fisica che fa la differenza, ci sono altri aspetti, tecnico-tattici-mentali, che se non funzionano non ti portano al risultato che ti aspetti. Siamo stati più bravi noi quest’anno tutto qui. Ognuno di noi , giocatori e staff ha svolto il suo compito in maniera egregia dall’inizio dell’anno; dimostrando di tenere a questa maglia e a questa società».

Va bene lo spirito di gruppo, ma il segreto di quest’anno è la preparazione fisica. Lo sappiamo che è un segreto, ma c’entrano i suoi viaggi in Francia?

«Amo molto la Francia, ma non solo per il rugby. Certo mi ha aiutato molto andarci per fare aggiornamenti, e viaggiare da un club all’altro ogni estate ormai da tre anni mi piace molto. Fare un’analisi della nostra stagione in termini di risultati fisici della mia squadra non è così facile sai; perché spesso ci si avvale di valutazioni esclusivamente soggettive o legate al risultato della gara. Essere performanti 9 mesi su 10 è il mio primo obiettivo quindi per me è impensabile oggi programmare il lavoro fisico di una squadra per essere al 100% a maggio perché questo va bene in teoria ed è scritto sui libri ma non rispecchia la realtà. Basta guardare il calendario delle gare».

In pratica quest’anno non ci sono stati cali di tensione fisici e di conseguenza mentali. Corpo e mente sono un tutt’uno?

«Indubbiamente sì, ma se hai la fortuna di avere un gruppo di giocatori come abbiamo noi quest’anno tutto è più semplice e i momenti difficili sono stati affrontati con lo spirito e la testa giusto; voglio fare i complimenti a capitan Patelli che mi ha insegnato molto da questo punto di vista e con cui spesso mi sono confrontato anche sull’andamento dei carichi durante la stagione e puntualmente mi ha sempre dato preziosi consigli e perciò lo ringrazio».

Una domanda che non avremmo mai voluto fare: va via a fine stagione o resta qui?

«Non ho ancora deciso il mio futuro, ci sono delle offerte che sto valutando ma fino a sabato penso solo alla finale».

Riccardo Tempestini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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