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Clamorosa protesta contro la società biancazzurra in occasione degli spareggi per evitare la retrocessione.Partecipa al nostro sondaggio e di' la tua

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PRATO. Gli ultas della Curva Ferrovia hanno annunciato lo sciopero del tifo in occasione degli spareggi retrocessione che si disputeranno domenica 26 maggio e domenica 2 giugno tra il Prato e il Sorrento. Ad annunciarlo in una lettera alla stampa è il gruppo Prato 1908 Ultras, espressione della Curva Ferrovia. «Dopo anni di sostegno alla squadra - scrivono i tifosi biancazzurri -, dopo km e km consumati tornando spesso a casa con il magone, dopo iniziative, manifestazioni, soldi spesi, diffide, denunce ed arresti, dopo aver sputato sangue per quella maglia, comunichiamo la nostra intenzione nel non sostenere la squadra aziendale della famiglia Toccafondi nella partita di ritorno contro il Sorrento in programma il 2 giugno allo stadio Lungobisenzio. Per quella data rimarremo fuori, insieme ai nostri fratelli che vi sono costretti, a cantare per noi e per quella maglia deturpata da anni di gestione scellerata da parte dell’attuale dirigenza che, come ciliegina sulla torta, ne ha cambiato anche il colore, sostituendo il nostro biancazzurro con un loro rosso aziendale».

«Questa ultima vergogna - proseguono i tifosi - , insieme ad una squadra e a dei giocatori indegni e irrispettosi nei confronti dei tifosi e della città tutta, ci hanno portato a questa decisione che, seppur sofferta, riteniamo essere la più giusta. Non intendiamo più, almeno per questa ultima partita, mischiarci con chi da decenni costituisce il male assoluto per una città e per la sua identità sportiva. Riteniamo che continuare a sostenere, come abbiamo sempre fatto, la squadra in una situazione come questa sarebbe un affronto di chi per quella stessa maglia ha dato tutto, libertà personale compresa. Chiediamo e speriamo quindi, che tutti i tifosi pratesi (o almeno quei pochi rimasi), tutti coloro che cantano con noi in Curva la domenica, tutti coloro che sono ormai sfiniti da questa situazione, ci seguano in questa ennesima forma di protesta, per far capire a tutti che l’Ac Prato 1908 siamo solo noi e che questa farsa tragicomica che ha fatto disamorare una città intera deve necessariamente arrivare ad una conclusione il più in fretta possibile. Con la solita chiarezza che ci contraddistingue, facciamo presente che ogni altra iniziativa diversa da questa è da considerarsi puramente a titolo personale e non rappresentativa di quella che è la Curva, che da anni soffre e si impegna quotidianamente per il bene di tutti».

«Noi, che tra la gente ci viviamo - è la conclusione - , sappiamo quanto è difficile continuare a chiedere qualcosa ai tifosi del Prato, ormai completamente disillusi e devastati da quanto accade domenicalmente sulle sponde biancazzurre, ma sappiamo anche che i pratesi sono gente orgogliosa, gente di cuore, che non può certo accettare il perpetrarsi di una situazione ormai divenuta insostenibile comunque la si guardi. Tutti fuori dunque, con amore, passione, voglia di stare insieme. Per noi, per i diffidati, per la nostra città, per tutti quei tifosi che da anni hanno abbandonato la lotta e che soffrono da casa, per il nostro orgoglio.Nessun sostegno a chi si è dimostrato indegno».

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