Il presidio
Sempre più famiglie non pagano la retta
«Prima erano soprattutto extracomunitari ora ci sono anche i pratesi. La Figc dovrebbe venirci incontro»
PRATO. La crisi economica costringe sempre più famiglie a dover fare dei sacrifici e anche il costo di iscrizione alle scuole calcio diventa un problema e spesso viene disatteso, così le società sportive si trovano a gestire queste delicate situazioni con sempre maggiori difficoltà. Come si comportano in questi casi le società di calcio pratesi? Le quote delle iscrizioni hanno una rilevanza così decisiva nei bilanci societari? Siamo andati a chiederlo in alcune sedi di club della Provincia. «Dobbiamo fare calcio, l’aspetto educativo e ludico viene prima di quello economico», dice il direttore generale del CoianoSantaLucia, Ferdinando Pampaloni «Ovviamente stiamo attenti a regolarizzare tutte le posizioni ma cerchiamo di venire incontro alle famiglie proponendo una rateizzazione del pagamento. Non possiamo certo lasciare a casa un ragazzo perché è in ritardo con la quota». Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il dg del Viaccia, Mauro Pilotto «Sappiamo già all’inizio dell’anno che alcuni ragazzi potrebbero avere difficoltà con la quota. Non è però un fenomeno del tutto nuovo: già con l’incremento di tesserati extracomunitari avevamo riscontrato le prime difficoltà, che adesso coinvolgono invece anche i pratesi. Anche noi, come in molte altre società, organizziamo il pagamento in due rate per aiutare le famiglie e cerchiamo di essere i più discreti possibili nei casi limite. Ci aspetteremmo anche un aiuto dalla Federazione, invece ogni anno i costi dei cartellini e delle iscrizioni ai campionati aumentano». Problemi anche a Chiesanuova, il neo direttore sportivo Stefano Megli: «Come in altri club pratesi, anche noi dobbiamo fare i conti con un crescente disagio sociale che mette in crisi le famiglie. Abbiamo alcuni casi di mancato pagamento delle quote e cerchiamo di non essere troppo pressanti. In queste situazioni è difficilissimo muoversi: da una parte vorremmo trattare tutti alla stessa maniera, dall’altra ci confrontiamo con casi davvero disperati. Non è facile». La crisi ha toccato anche la Galcianese. Il factotum Mugelli svela le difficoltà della società a gestire i minori introiti. «Come in altre realtà anche a Galciana abbiamo casi limite. Ad inizio stagione sappiamo che qualche ragazzo sarà completamente a carico della società e che un buon 15% dei pagamenti avverrà in ritardo. La seconda rata, che di solito aveva la scadenza fissata per gennaio, è possibile adesso saldarla fino a marzo. Ci affidiamo alla buona volontà delle persone: in alcuni casi ci sono persone che ci aiutano nella gestione quotidiana del club, commutando in questo modo parte dell’iscrizione. Ormai da un paio d’anni abbiamo ridotto del 40% il nostro budget, è l’unico modo per continuare a far fare sport ai ragazzi e sopravvivere come società». Pieno di spunti è Fabrizio Borselli, direttore sportivo del CF 2001: «Le difficoltà le conosciamo e per una società come la nostra i problemi sono molti visto che le aspettative sono comunque sempre molto alte. Bisognerebbe capire che rendiamo un servizio, e siamo felicissimi di farlo, al nostro paese, Casale, e che più che tecnica la nostra funzione è sociale.Per questo ritengo che un aiuto dalla Federazione, con costi più contenuti, e dal Comune, attraverso sovvenzioni e patrocini, possa colmare quei vuoti che vengono lasciati dal ridotto numero di sponsor e dalle iscrizioni che rimangono non saldate». Infine Lido Zepponi,vice presidente del Tavola, aggiunge anche un altro aspetto «Sono diversi anni che la situazione economica è questa e lo vediamo anche nel weekend delle partite: sempre meno sono gli spettatori sugli spalti, sono diventati pesanti anche i 4, 5 o 6 euro del biglietto quindi non possiamo pensare che non lo sia l’iscrizione».
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