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Prato

De Rossi: «Nessuna partita può essere sottovalutata»

di Riccardo Tempestini
De Rossi: «Nessuna partita può essere sottovalutata»

Il tecnico dei Cavalieri giustifica così il punteggio risicato ottenuto contro la Lazio: «Abbiamo mollato nella ripresa»

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PRATO. Archiviata la vittoria sulla Lazio, i Cavalieri stanno preparando il match clou dell’8° giornata di Eccellenza, sabato al Chersoni di Iolo, contro la capolista Viadana. Ma ecco la consueta intervista con il tecnico Andrea De Rossi.

Dopo la 7° giornata al 2° “solitario” posto in classifica, meglio di così…

«Meglio di così poteva essere fare 5 punti, ma credo che per come è andata la partita sia giusto così».

Contro la Lazio, cosa è successo? Anche stavolta i giocatori non hanno seguito le vostre istruzioni?

«Credo che dopo aver chiuso il primo tempo in netto vantaggio, forse ci siamo rilassati un po’ pensando che fosse fatta, ma si sa che specialmente con squadre molto aggressive come la Lazio non si deve mai mollare e giustamente loro ne hanno approfittato. Abbiamo sbagliato placcaggi e qualche chiusura difensiva e non siamo riusciti bene a limitare Mannucci l’uomo in più della Lazio di oggi».

Oltre alla linea dei 3/4 , ha deluso anche la mischia , perchè?

«Nessuno ha mai deluso. Di fronte ci sono sempre degli avversari che non ti regalano niente, specialmente quando giocano contro di noi. Ci sono partite dove abbiamo sbagliato l’approccio mentale, altre non abbiamo rispettato il piano di gioco, con la Lazio abbiamo sbagliato molti placcaggi e siamo stati indisciplinati. Bisogna ricordare che la Lazio ha dichiarato di voler entrare nelle prime 4 , sono professionisti come noi, hanno giocato con 4 stranieri, noi sapevamo che sarebbe stato difficile e così è andata».

Sabato arriva il Viadana, come salire al primo posto?

«Vincere prima di tutto, essere più disciplinati e prendere sempre più fiducia nei nostri mezzi».

Della Rossa out, Berryman probabilmente fuori per mesi, tornare sul mercato?

«Non siamo certo noi a decidere. Lo deciderà il presidente se lo riterrà opportuno e se ci saranno le condizioni per farlo».

I presidenti di Lazio e Prato si sono lamentati dell’arbitraggio, l’anno scorso sei stato squalificato per aver fatto presente questo problema, in Europa ci chiamano raramente ad arbitrare, allora è vero?

«Gli arbitri Italiani sono diminuiti all’estero ma non è vero che non li chiamano, ne chiamano meno, ed infine, il problema penso sia solo quello della professionalità della categoria arbitrale. Fino a che non li renderemo professionisti come i giocatori sarà difficile risolvere il problema».

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