Il Tirreno

Prato

Da Bertini a Diamanti L’azzurro si addice ai calciatori pratesi

di Vezio Trifoni
Da Bertini a Diamanti L’azzurro si addice ai calciatori pratesi

Dall’eroe messicano passando per Rossi e Bobo Vieri arrivando ad “Alino”, il fantasista su cui punta Prandelli

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PRATO. Prato è senz’altro una città colorata di azzurro. Sono ben 4 i giocatori pratesi che hanno vestito la maglia azzurra e tutti hanno lasciato un segno indelebile in nazionale. Mario Bertini è stato il primo e quello che ha segnato la strada agli altri tre biancazzurri che hanno in comune la provenienza, perché tutti e tre sono passati dal Santa Lucia di Rodolfo Becheri. Paolo Rossi, il Pablito del Mundial ’82, Bobo Vieri che ha vestito ben 12 casacche di squadre diverse ma in azzurro si è sempre contraddistinto per il suo impegno e adesso Alessandro Diamanti, Alino, che è riuscito a mettersi in luce con il Bologna e ricevere prima la convocazione da mister Prandelli e poi la conferma di partecipare all’Europeo. Ma chi li conosce molto bene è proprio il presidente del Santa Lucia ora CoianoSantaLucia che a 82 anni è ancora un grande appassionato e segue da vicino i suoi pupilli. «Paolo (Rossi) quando andò alla Cattolica Virtus regalava 2 anni ai suoi avversari e certamente, anche da giovane, non era un pezzo di uomo ma la sua bravura e il senso del gol non gli sono mai mancati – spiega Becheri – era incredibile anche da piccino se c’era una palla vagante era sua ed ero sicuro che sarebbe stato lui a venire sotto la tribuna con le mani alzate. Chi aveva grandi doti atletiche invece era Bobo (Vieri) all’inizio ha avuto delle difficoltà e nessuno credeva in lui anche perché sembrava un po’goffo ma se chiudo gli occhi rivedo ancora la traversa che tentenna dopo un suo tiro. Aveva solo 15 anni e una forza incredibile che poi si è trasformata in potenza e grazie a lui il Prato, in prestito per un torneo della Berretti, conquistò un prestigioso torneo con 12 goal suoi. Andò al Torino per un miliardo e 200 mila lire, e ancora attendo la buonuscita, e da lì diventò giocatore. Alino è il mì nipote quindi è difficile parlarne ma è sempre stato furbo e fin dall’inizio abbiamo detto che era nato per fare il calcio anche se il suo percorso è stato piuttosto difficile, prima per un problema fisico a Fucecchio e poi quando giocava nella Florentia Viola. Poi ad Albinoleffe, in B, il primo anno giocò con Gustinetti 25 partite poi arrivò Esposito e si ritrovò in tribuna. Ad un certo punto la sua strada sembrava chiusa ma ritornò a Prato dove trovò Bisoli, che l’ha voluto lo scorso anno al Bologno, e ci fu il passaggio al Livorno dove riuscì a far vedere le sue doti». Quattro biancazzurri legati da un filo azzurro ma il primo fu proprio Bertini che ai mondiali in Messico nel 1970 ebbe il non facile compito di marcare Pelè. Il mediano ex viola e Inter è stato inoltre il primo calciatore pratese ad inaugurare la lista dei giocatori che hanno fatto parte dei mondiali di calcio; dopo di lui ci sono stati Paolo Rossi (Argentina 1978 e Spagna 1982) e Christian Vieri (Francia 1998 e Corea-Giappone 2002). Pablito è stato campione del mondo nel 1982. Vieri detiene inoltre con Paolo Rossi e Roberto Baggio il record di gol segnati da un calciatore italiano ai Mondiali (9). Alino Diamanti attende di essere di nuovo protagonista anche con l’Inghilterra. Sarebbe bello vedere di nuovo i pratesi festeggiare un’altra vittoria sotto la casa di un pratese.

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