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Prato

Il defibrillatore? Al Lungobisenzio c’è ma è un’isola felice

di Pasquale Petrella
Il defibrillatore? Al Lungobisenzio c’è ma è un’isola felice

Falco: «Servono molti soldi per averlo su tutti i campi» Intanto il basket si mobilita per attrezzare le palestre

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PRATO. Per le partite casalinghe del Prato, in Prima Divisione, di defibrillatori ce ne sono non uno ma addirittura due. Uno sull’ambulanza a bordo campo ed uno sugli spalti fra i tifosi. «La Misericordia e la Pubblica Assistenza lo portano entrambi e uno lo tiene a bordo campo sull’ambulanza e l’altro segue i volontari ed il medico che vanno in tribuna», dice il direttore sportivo Mario Masini. Una garanzia e una sicurezza per i giocatori e per il pubblico. Ed è una verità che fa piacere scoprire alla luce di quanto accaduto nello stadio di Pescara dove è morto Piermario Morosini. Una morte che non si è potuta evitare neppure con la presenza del defibrillatore visto che i primi esiti dell’autopsia parlano di un difetto genetico. Ma se i professionisti sono tutelati non altrettanto si può dire per i dilettanti, i giovani e gli amatori.

«Un defibrillatore è un macchinario molto costoso e, che io sappia, nessuna società ne ha uno di proprietà - dice Maurizio Falco, presidente provinciale Figc - Abbiamo organizzato e tenuto dei corsi per i dirigenti per l’uso dei defibrillatori, così come abbiamo avuto le promesse da parte dell’Asl e dalla Regione per poterne avere almeno uno per provincia». Ma sotto il profilo della sicurezza si è fatto molto nella provincia pratese. «Ogni campo è collegato con una pulsantiera col 118 così che in caso di infortunio basta pigiare il pulsante e si richiede con urgenza l’invio di un’ambulanza - continua Falco - Inoltre, a suo tempo grazie ad un contributo della Regione, le società sono state fornite del pallone di ambu uno strumento di supporto per la respirazione artificiale utile nella pratica per la rianimazione» . Ma, al di là degli strumenti di emergenza che devono essere presenti sul campo, è fondamentale la visita medica periodica e specifica prima di fare qualsiasi attività sportiva. «Noi la richiediamo obbligatoriamente per tutti gli atleti - conclude Falco - Non solo, quando tengo dei corsi con i dirigenti delle società consiglio loro di farne fare una seconda, anche se non è passato l’anno, qualora un loro giovane atleta è stato vittima di un brutto infortunio o di una lunga malattia come una broncopolmonite. Prevenire è sempre meglio». Intanto non è solo il calcio a mobilitarsi per una maggior sicurezza degli atelti sui campi. A Prato lo sta facendo anche il basket che, su iniziativa di Urano Corsi dirigente della Minorconsumo.it società che milita in serie B nazionale, ha fatto partire una raccolta di fondi per fornire le palestre cittadine dove si svolge attività di basket di un defibrillatore semiautomatico. E sono già arrivate le prime offerte sia per quanto riguarda l’acquisto che per eventuali lezioni da tenere per insegnare ai dirigenti sul come utilizzarlo e anche informazioni sulle ditte che li producono. La morte di Piermario Morosini ha scosso le coscienze della collettività e forse è arrivato il momento per mettere un altro tassello sul fronte della sicurezza e delal salute per tutti coloro che praticano lo sport. «Quando gioca una rappresentativa provinciale sono obbligato ad avere un’ambulanza con medico a bordo campo - conclude il presidente provinciale Figc - Potrebbe essere anche questa una soluzione, il problema è legato al costo. Nessuna società può permettersi di avere medico e ambulanza a tempo pieno sul proprio impianto di gioco il sabato e la domenica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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