Meteo
Simone Gasperini illustra l’accordo Chiesanuova-Siena
«Una società di serie A deve poter avere sul territorio dei punti di riferimento per scoprire giovani talenti»
PRATO. Passione, lavoro, esercitazioni sul campo e formazione degli istruttori: sono queste le linee guida dettate da Simone Gasperini, responsabile delle società affiliate all' Ac Siena e del Progetto "Robur Academy", alla conferenza stampa di presentazione della collaborazione tra l' Ac Siena e il Chiesanuova, lo scorso venerdi 23 marzo presso il Circolo Favini. A margine della conferenza stampa abbiamo chiesto a Gasperini di entrare nel dettaglio degli aspetti principali del progetto "Robur Academy" e di come la sua società, il Siena calcio, consideri fondamentale la formazione dei tecnici e una costante presenza della società stessa nella crescita dei piccoli giocatori.
Una società di serie A come il Siena che si impegna nelle piccole realtà delle squadre di provincia, qual'è il vostro obiettivo?
«In realtà ci poniamo due tipi di obiettivi: è infatti importante per una società come la nostra , che non può fare affidamento sui cospicui investimenti delle grandi della Serie A, essere presenti sul territorio regionale in maniera sensibile così da individuare e crescere in "casa nostra" quelli che in futuro potrebbero diventare i componenti della Primavera e della prima squadra. Il nostro progetto però non si limita a questo: vogliamo infatti portare avanti un percorso formativo per migliorare e aggiornare le conoscenze degli istruttori».
Come pensate di strutturare la parte riguardante la didattica degli istruttori?
«Abbiamo diviso il il Progetto in 3 aree guidate ognuna da un esperto del settore: la prima area è quella "tecnica" con a capo Ruggero Radice, che è anche il coordinatore dell'Attività di Base. La seconda area è quella "condizionale", condotta dal professore Giorgio D'Urbano docente proprio dell'Area condizionale ed educazione motoria. La terza ed ultima area è quella "mentale", organizzata dal docente di Psicopedagogia e Psicologia Umberto Zerbini».
Quali sono, a grandi linee ovviamente, le caratteristiche principali delle varie aree di formazione?
«Quella tecnica è ovviamente incentrata su come i vari istruttori debbano impostare l'allenamento con il pallone: è per noi fondamentale che i tecnici insistano moltissimo sulle esercitazioni nell'uno contro uno così da migliorare il rapporto dei ragazzi con la palla e con la "finta", che è poi il gesto principe di questo sport. L'area condizionale è invece incentrata sugli schemi motori ovvero sulla preparazione fisica dei ragazzi. Questa area è molto importante perchè troppo spesso gli istruttori di oggi impostano la parte atletica scimmiottando quelle esercitazioni che hanno affrontato quando giocavano e venivano allenati da tecnici ormai di un altro tempo, con metodologie superate. La coordinazione in un giocatore è una conditio sine qua non ma purtroppo la si può allenare al meglio solo fino alle categorie dei Giovanissimi perchè poi i ragazzi perdono quell'elasticità mentale e fisica necessaria ad un giusto apprendimento. Relativamente a ciò abbiamo inserito negli allenamenti il concetto di multidisciplinarietà: affianchiamo infatti agli esercizi con il pallone anche il judo e l'aerobica, pratiche utilissime proprio per migliorare la coordinazione. L'ultima area è, quella mentale, è una novità per il calcio ma per noi è importante come le altre due.
Riuscire infatti a creare una mentalità vincente e allenare le capacità psicologiche è il fiore all'occhiello del nostro progetto e il lavoro del Professor Zerbini è in questo senso molto soddisfacente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
