Il Tirreno

Prato

Mai battuti in casa Un anno da record per la C maschile

 Alessio Alessi

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Ventisette vittorie e solo cinque sconfitte ma mai una battuta d'arresto casalinga. In sintesi sono questi i numeri messi insieme dalla formazione di serie C Maschile del Volley Prato nell'anno solare 2011. Se non è un record poco ci manca. Come detto, la squadra pratese ha collezionato 27 vittorie (3 nei play off) e solo 5 sconfitte (due in regular season e tre nei play off), una delle quali ascrivibile peraltro all'anno precedente in quanto la gara esterna con Migliarino della stagione scorsa fu rinviata a febbraio per la neve ma, da calendario, avrebbe dovuto disputarsi il a dicembre 2010. Sconfitte peraltro tutte giunte fuori casa perché il Volley Prato, sia che si giocasse al Keynes sia che ci si fosse trasferiti a San Paolo, ha saputo trasformare in campo di casa in un bunker inespugnabile, anche per le avversarie più forti. Insomma, un cammino fantastico che non ha fruttato la promozione ed il conseguente ritorno in B2 ma che è valso la maturazione ulteriore di un gruppo che non a caso in questa stagione ha fin qui compiuto un percorso netto di nove successi in altrettante gare disputate. Condottieri di questa bellissima cavalcata lunga dodici mesi Pietro D'Onofrio e Marco Targioni, il primo tecnico del Volley Prato 2010- 2011 ed il secondo tornato da questa stagione sulla panchina del Volley Prato dopo una lunga e fruttuosa esperienza nel femminile. Proprio a Targioni abbiamo chiesto di fare un bilancio di questo 2011 e di analizzare le prospettive per il prossimo anno.  Allora Marco, un anno quasi magico questo 2011 che si è concluso con la squadra che sotto la guida prima di D'Onofrio e poi tua, ha messo insieme numeri importanti. Se vogliamo proprio trovare il classico pelo nell'uovo, possiamo dire che la squadra non sempre ha palesato la stessa sicurezza in campo esterno e le cinque sconfitte, peraltro poche, sono comunque lì a dimostrarlo.  «Secondo la squadra la spiegazione non sta tanto nella nostra difficoltà a giocare fuori casa quanto nella difficoltà degli altri a giocare al Keynes. Insomma, secondo la squadra, rispetto alla tua domanda la prospettiva va ribaltata».  Un pizzico di problemi di personalità, però, in trasferta, soprattutto lo scorso anno, si sono notati. «Io non c'ero e quindi non posso giudicare. So per certo, però, che un inizio di campionato come quello che abbiamo fatto quest'anno ti aiuta a trovare sicurezze e che, oltre a questo, i ragazzi hanno un anno di più in categoria e questo li aiuta ad avere meno timore anche in trasferta». Passiamo a questa stagione. Cosa ti attendi alla ripresa delle gare?  «Avremo un girone di ritorno difficile perché affronteremo quasi tutte le big in trasferta. Ora, però, dobbiamo prima chiudere bene il girone d'andata. Dobbiamo fare più punti possibile nelle ultime tre gare prima del giro di boa. La mia speranza è di mettere al sicuro i play off al più presto in modo da poter dar spazio ai nostri giovani per farli crescere e per far arrivare la squadra alla fase finale fresca e pronta».  Aldilà dei successi, che sono importanti e fanno bene a classifica e morale, tu sei contento di quello che ti sta dando la squadra? «Non completamente. Dobbiamo ancora migliorare tante piccole cose. Una di queste è il ritmo di allenamento. Non siamo continui, ci sono troppe pause e questo ci porta ad avere anche poca continuità in gara, a subire alcuni pericolosi black out. E' un problema che dipende anche dalla poca maturità tecnica di alcuni giovani che non riescono ancora a sostenere il ritmo di allenamento degli altri. Ci stiamo lavorando e pensa che quando avremo ottenuto il risultato che speriamo avremo fatto un salto di qualità importante».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera