Un weekend a spasso fra Prato e Firenze
I «galletti» giallorossi puntavano al cappotto
RI.Te.
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Tifosi francesi al Cavalieri Village 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Anche i tifosi del Perpignan si chiamano "Arlequins", ma sono molto meno pittoreschi degli "Harlequins" inglesi, che l'anno scorso arrivarono al Lungobisenzio sempre per la Amlin cup. Sarà perché sono "baschi", ma i tifosi francesi ieri al Lungobisenzio non indossavano "divise" particolari, ma solo cappellini, sciarpe, bandiere, sempre rigorosamente a righe giallorosse, oltre a qualche acconciatura bicolore delle madame, quasi tutte non giovanissime, ma ugualmente amanti della birra. Ne abbiano incontrate due prima della gara, Muriel e Babette, in attesa delle lasagne, al Cavalieri Village, arrivate venerdì a Firenze, dove hanno dormito e mangiato e bevuto «pizza e chianti», per poi ripartire oggi da Pisa. In compenso e per fortuna le madame giallorosse non hanno azzeccato il punteggio finale della partita, «62 a 12» avevano pronosticato, mentre riguardo sempre al pronostico, le ricevitorie Sisal davano a 5 se finiva con meno di 26 punti di scarto. Chissà se qualche tifoso tuttonero ha giocato e vinto. Sicuramente non il supertifoso Massimo Chielli, l'unico che ha seguito i Cavalieri perfino nelle due trasferte più scomode, a Connacht in Irlanda l'anno scorso e a Exeter quest'anno. «La partita più brutta l'abbiano giocata a Exeter, mentre a Perpignan è stata la meglio. Per noi tifosi tuttineri dell'ovale la trasferta più caratteristica è stata in Irlanda a Galway, ma solo un po' meno anche allo stadio degli Harlequins a Londra». Per Massimo e forse pochi altri tifosi a metà gennaio l'ultima trasferta non certo agevole, stavolta a Newport in Galles, sul terreno dei Chiefs. Una trasfertra dall'esito scontato ma non certo meno romantica da affrontare.
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