Il Tirreno

Prato

Prato può chiedere la 1ª Divisione

Si sono liberati cinque posti, ma il presidente Toccafondi è scettico

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 PRATO. Sono cinque i posti lasciati vacanti in Prima Divisione. Il Consiglio federale della Figc non ha ammesso Atletico Roma, Gela, Salernitana, Lucchese e Ravenna. Era questa la notizia che stava attendendo il Prato per valutare se ci fossero le possibilità per presentare la domanda di ripescaggio con la certezza di andare ad occupare uno di quei posti lasciati liberi. Purtroppo la Lega Pro non fa una graduatoria delle società che ne avrebbero diritto, così come avviene in altre Federazioni.  Questo, da una parte lascia spazio al pessimismo del presidente Andrea Toccafondi che parla di «un film già visto e di ripescaggi legati alla discrezionalità dei vertici della Figc più che ai requisiti regolamentari», ma dall'altra, se ci fosse trasparenza, si nota che i presupposti per il Prato ci sono tutti.  Se sono cinque i posti vacanti, il regolamento dice che i primi a poter essere ripescati devono essere le società retrocesse dalla Prima Divisione. Premesso che Cavese e Cosenza non si sono iscritte neppure alla Seconda Divisione, restano da vedere se presentano domanda di ripescaggio il SudTirol, il Monza e la Ternana, con un punto interrogativo sulla Paganese che tuttavia sembra avere problemi molto seri, che non le lascerebbero spazio per una eventuale risalita onerosa in categoria superiore. Se le suddette tre società presentano domanda, allora resterebbero liberi altri due posti da assegnare alle società di Seconda Divisione che ne fanno domanda e che hanno quantomeno raggiunto la finale playoff. E le tre finaliste uscite sconfitte nei playoff dei tre gironi di C2 sono Avellino, Prato e Pro Patria.  Il Pro Patria ha già avuto un ripescaggio nel 2008 e quindi non può beneficiarne di un secondo se non sono trascorsi cinque anni. Alla luce di questa analisi il Prato sarebbe fra le cinque che dovrebbero avere un posto garantito in Prima Divisione se presenta domanda.  Ed è su questo fronte che bisognerà convincere patron Toccafondi che invece sembra ancora più deciso a non presentare domanda dopo l'esito della riunione del Consiglio federale di ieri. «Avevano parlato di 76 società fra Prima e Seconda Divisione già un mese fa e guarda caso sono diventate 75 con la mancata iscrizione di 15 squadre», si sfoga Toccafondi. Perchè la Federcalcio non si faccia trascinare in pensieri poco trasaprenti, sarebbe davvero il caso che entro questa settimana rendesse pubblica e motivata la graduatoria delle società che avrebbero diritto al ripescaggio. In modo che il Prato non si trovi una nuova sorpresa come due stagioni fa quando gli fu preferito il Viareggio che pure aveva battuto in semifinale playoff. Intanto oggi pomeriggio un piccolo gruppo di biancazzurri si ritrova alle 16 allo stadio per iniziare i primi test in vista del ritiro ufficiale programmato per sabato prossimo. Pasquale Petrella SERVIZIO A PAG. 13

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