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Prato

Prato, nuovo socio se arriva la C1

Pasquale Petrella
Guarducci ha l’1%
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Guarducci ha l’1%

Ma Toccafondi frena: «La domanda di ripescaggio non la presento»

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 PRATO. C'è un potenziale nuovo socio che potrebbe entrare nell'Ac Prato o, inizialmente, solo in veste di sponsor, qualora la società venisse ripescata in Prima Divisione. La notizia, trapelata dagli ambienti societari, è riservatissima ma ha tutti i presupposti perchè possa diventare reale qualora si dovesse concretizzare quello che tutti ritengono giusto: ovvero il ripescaggio.  Attualmente l'Ac Prato spa appartiene per un 1% all'avvocato Giannetto Guarducci, presidente onorario del club biancazzurro, un 1% a Paolo Toccafondi, figlio di Andrea, un 10% a Nicola Radici e per il resto alla società Kuron spa che fa riferimento ad Andrea Toccafondi che è anche il presidente del consiglio di amministrazione della spa Ac Prato.  Su tutto questo ragionamento ci sono però due incognite. La prima riguarda la decisione di Andrea Toccafondi di non voler presentare domanda di ripescaggio: «perchè mi hanno già preso in giro troppe volte». La seconda riguarda i criteri che verranno adottati dalla Lega per riformulare i nuovi gironi e quindi se ci saranno o meno i ripescaggi.  Alla conclusione della stagione, la lista delle società che più delle altre avrebbero motivo di sperare in un ripescaggio in Prima Divisione ci sono il Monza ed il Sud Tirol retrocesse ai playout nel girone A della Prima Divisione, la Ternana ed il Cosenza retrocessi agli spareggi nel girone B; eventualamente la Paganese e la Cavese retrocesse perchè hanno chiuso all'ultimo posto il campionato al termine della regular season. Quindi si passerebbe alle formazioni che non sono state promosse dalla Seconda Divisione perchè sconfitte nelle finali playoff, ovvero partendo da girone A: la Pro Patria, dal girone B: il Prato, dal girone C: l'Avellino.  Nove società che, qualora si liberassero dei posti in Prima Divisione, dovrebbero essere le prime ad essere chiamate per occupare i posti rimasti vacanti. L'esperienza passata purtroppo dice che i criteri adottati dalla Federcalcio per i ripescaggi spesso sono andati oltre i logici criteri di meritocrazia. Ed è proprio per questo che il presidente Andrea Toccafondi si è sentito preso in giro e non ha nessuna intenzione di ripresentare la domanda. Un nodo difficile da sciogliere e in cui, purtroppo, ha il suo peso anche la dirigenza della Lega che non ha brillato per trasparenza negli ultimi anni. «Mi hanno chiesto un milioie in fidejussione e fino alla sera prima sapevo che ero ripescato. La mattina invece mi sono svegliato con la notizia che in Prima Divisione c'erano il Viareggio, il Potenza e l'Andria. Uno scandalo», conclude Tocafondi.

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