Il Tirreno

Prato

A Maliseti gli allenatori diventano manager

 Andrea Caramelli
Il tecnico degli Allievi Carlo Salvadori
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Il tecnico degli Allievi Carlo Salvadori

Il presidente Pacini ha deciso di rivoluzionare l'assetto societario

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 PRATO. Conquistati i tre campionati regionali nelle categorie Juniores, allievi e giovanissimi, ristrutturata la società con un piano manageriale dove pianificazione ed organizzazione si coniugano alla perfezione con il generoso volontariato il Maliseti si è posto un altro obbiettivo ancora più importante e difficile come quello di cambiare in maniera radicale l'organigramma della società affidando agli allenatori anche competenze dirigenziali come nel calcio inglese.  La scintilla al nuovo corso è stata l'interruzione del rapporto di lavoro con il direttore sportivo Patrizio Vannucchi che la società ha ringraziato per il lavoro svolto ma con il quale si era interrotto il feeling col presidente Gianluca Pacini. «Verissimo - ci dice il nuovo responsabile della società per il settore giovanile Raffaele Benassi - Ci siamo trovati di fronte in maniera inaspettata e repentina ad un bivio, assumere un nuovo direttore sportivo od imboccare una strada nuova con cui cui responsabilizzare ancora di più alcuni tecnici da tanti anni assieme a noi e sui quali non è possibile alcun dubbio né riguardo al senso di appartenenza alla società né alle loro qualità professionali».  Una scelta molto english viene da pensare.  «Il percorso che abbiamo individuato è abbastanza peculiare per le caratteristiche del calcio italiano e di quello giovanile in particolare ma noi abbiamo sentito il bisogno di valorizzare soprattutto e non solo quello dei singoli. Abbiamo individuato in Carlo salvatori, Alessandro Becheri e Fabio Montemaggi i responsabili di tre precise aree tecniche: Allievi, giovanissimi e calcio scuola ed il loro lavoro troverà una sintesi nelle riunioni che periodicamente verranno tenute sia con il sottoscritto sia don il direttore generale Bardazzi sia con il presidente».  Allenatori di indiscusse qualità che quindi saranno anche impegnati dietro la scrivania e non solo sul campo per decidere trasferimenti, inserimenti o aggregamenti in rosa.  «Proprio cosi. - conclude Benassi - Nella speranza di riuscire a lavorare in maniera proficua riuscendo a dare continuità a tutto il percorso che ogni singolo calciatore potrà fare anche in prospettiva della nostra prima squadra." Ma gli allenatori ed i nuovi responsabile cosa ne pensano di questa innovazione? " Per conto mio - esordisce Alessandro becheri allenatore pluriscudettato e da adesso responsabile della categoria giovanissimi sia livello regionale sia a livello provinciale - sono soddisfattissimo perché dopo tanti anni di panchina mi viene data la possibilità di costruire, di scommettere sulle qualità di un ragazzo o di uno schema tattico. Anche se avevo sempre attivamente collaborato con tutti i miei direttori sportivi questa esperienza manageriale è nuova e mi intriga e mi stimola davvero tanto».  Stessa linea d'onda anche per Carlo salvatori, responsabile dell'area tecnica allievi.  «Per me questa funzione non è una grandissima novità perché in altri club avevo gia fatto qualcosa di simile ma certo l'ufficialità che stavolta mi viene offerta di svolgere un lavoro a trecentosessanta gradi che non riguardi solo eventuali risulttai nell'immediato ma anche quella di provare a programmare il futuro è un attesato di stima ed un grande riconoscimento al mio senso di appartenza a questa società».  «Da tempo ormai - afferma invece Fabio Montemaggi - mi sono legato ai colori amaranto come responsabile della scuola calcio. Per me cambia davvero poco anche se il confronto con i responsabili delle aree tecniche dei giovanissimi e degli allievi sarà di sicuro fruttifero per indirizzare il lavoro sui più piccoli e poi potremo provare a dare anche continuità di gioco e tattica sin dai primi approcci agonistici».  «Condivido ed approvo in toto - conclude il direttore generale Bardazzi - questa nuova via per il motivo molto semplice che nel tempo a goderne i benefici sarà il Maliseti. Verranno istituiti dei protocolli di lavoro, si proverà anche a togliere la piaga di quelle noiose falcidiazioni che inevitabilmente avvengono quando un ds o un allenatore cambia squadra e, soprattutto, diverrà ancora più chiaro a tutte le componeti, calciatori, genitori, tecnici e dirigenti che al centro ci sarà sempre e solo il Maliseti».

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