Il Tirreno

Prato

Hu è l'arma in più del Poggio

Alessandro Pattume
Hu è l'arma in più del Poggio

L'orientale, nato a Bergamo, ha segnato il gol partita

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 POGGIO A CAIANO.Da Bergamo, con furore e simpatia, alla corte medicea di Poggio a Caiano. E' la storia di Stefano Hu, 22 anni, arrivato in estate alla corte di Valerio Desideri, entrato subito in squadra, subito andato a segno nell'esordio in Prima categoria. «E' stato davvero bellissimo - racconta - E pensare che faccio l'incontrista e che segnare non è mai stato il mio compito». Ha fatto vincere il Poggio a Caiano e poi s'è fatto male a una spalla. Ne avrà per dieci giorni.  «Un giorno si è presentato al campo chiedendoci di provare con noi - racconta il tecnico Valerio Desideri - E dopo qualche giorno e un paio di amichevoli non ci abbiamo pensato due volte e lo abbiamo tesserato subito».  Il bomber del Poggio a Caiano, il ragazzo che ha regalato i primi tre punti ai medicei contro la Tobbianese, è nato a Milano, è cresciuto a Bergamo e giocato in Promozione e in Prima Categoria, rispettivamente nelle formazioni del Curno, della Dognese e del Mozzo. Poi è sceso in Toscana per aiutare la sorella nel suo pronto moda di Seano. E adesso, con marcato accento bergamasco e la risata pronta, racconta quella che è diventata un'avventura da raccontare ai nipoti, quando li avrà.  Hu, un gol all'esordio e la vittoria. Meglio di così non si poteva immaginare.  «E' vero, è stata una sensazione fantastica e non ci poteva essere miglior impatto con la categoria in questa regione. Il calcio bergamasco è molto più aggressivo, cattivo addirittura, e ci sono campi caldissimi perchè tra Bergamo e Brescia non corre certo buon sangue. Gioco a pallone da quattordici anni e diciamo che me la cavo abbastanza».  Com'è stato l'impatto in una città come Prato, dove l'etnia cinese è nell'occhio del ciclone?  «E' vero, ci sono tanti cinesi e all'inizio mi sono sentito un po' spiazzato. Fondamentalmente perchè hanno un carattere chiuso, mentre invece io sono nato in Italia e questo è il mio paese. Ho una cultura occidentale, la mia mentalità e il mio carattere sono aperti e a Bergamo ho tantissimi amici. In Cina invece ci sono stato solo una volta, quando ero molto piccolo, e non riesco a mettermi nei panni di un cinese anche se i miei familiari lo sono».  Come si sta a Prato? Ti piace?  «Trasferirmi a Prato è stato un cambiamento un po' strano, ma mi sono subito trovato bene e con la squadra ho fatto gruppo immediatamente. Bergamo però è una città bella e la città alta addirittura bellissima. Ci sono molto affezionato».  Hai fatto gol e ti sei fatto male. Come stai?  «Ho passato cinque ore in ospedale ma per fortuna si tratta solo di una forte contusione alla spalla. Il dottore ha detto che devo riposare almeno dieci giorni ma io, appena me la sento, torno a giocare».

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