Tavola, una scommessa riuscita
Andrea Caramelli
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Foto di gruppo dei dirigenti dellAsd Tavola calcio con Cesare Prandelli, ora ct dellItalia Maggiani: «Ora i ragazzi della nostra zona non emigrano in altri club»
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PRATO. Il presidente del Tavola, Fernando Buffini quando, alcuni anni orsono, decise di dare il via da un grande investimento di risorse per la crescita e la formazione dei tesserati più piccoli aveva visto giusto perché solo questo sforzo assicura alle future formazioni del settore giovanile un domani di primissimo livello su scala regionale. Il ritorno di Carlo Cambi come direttore sportivo ha indubbiamente contribuito a dare una grande accelerazione al progetto di cui Gugliemo Maggiani, responsabile della scuola calcio rossoverde, è sicuramente grande artefice. «Abbiamo lavorato nei primi anni - inizia Maggiani - per diminuire le distanze tra il territorio e la società. Tavola da piccolo centro urbano alla periferia di Prato stava sempre più diventando un grosso agglomerato con una densità di popolazione in grande crescita e il Tavola Calcio non poteva permettersi il lusso di veder emigrare verso altre società molti dei ragazzi nati nel nostro borgo. Convincere ragazzi e genitori non è stato facile ma il clima sereno e disteso del club dove è possibile fare sport senza il continuo assillo del risultato sportivo ad ogni costo ci ha permesso di crescere e di avere un numero di piccoli calciatori ormai in costante aumento». Quanti sono i tesserati e quali anni coprite? «Abbiamo - continua Maggiani - più di centoventi iscritti e possiamo contare su rose nutrite dal 2005 al 1998 seguite con professionalità ed attenzione da un gruppo di tecnici qualificati ed in grado di trasmettere sia regole sociali ed educative sia sportive». Quali sono le linee guida dell'insegnamento a Tavola? «Sono chiaramente diverse per fascia di età ma accomunate tutte da un momento ludico e gioioso che vuole insegnare sì ma tenendo sempre alta la soglia del divertimento e della serenità. Dividiamo i ragazzi in gruppi al massimo di otto che vengono seguiti da due istruttori che all'inizio hanno come primo obbiettivo quello di risvegliare la coordinazione motoria, l'agilità, la rapidità che una volta si trovavano sui campetti improvvisati e che oggi nemmeno la scuola riesce a dare. Il pallone entra subito in gioco, è l'attrezzo principale del nostro lavoro ed i ragazzi devono imparare a conoscerlo, ad affinare la sensibilità a non averne timore. Poi ci sono i giochi a tema per imparare i fondamentali come lo stop, il tiro, il passaggio, il dribbling, la conduzione del pallone ed infine le partitelle». Il passaggio dal calcio scuola a quello degli esordienti come viene gestito? «Sin dall'inizio noi - continua il direttore Maggiani ex giocatore professionista - proviamo a dare qualche posizione in campo: nel calcio a cinque, per esempio, le nostre formazioni rispettano già qualche piccola nozione tattica che viene acuita nel calcio a nove dove davanti ai quattro difensori teniamo due mediani offrendo così l'opportunità di imparare a muoversi con lucidità in campo». Il rapporto coi genitori, difficile da gestire? «Non direi difficile ma faticoso. Anteponiamo a tutto il dialogo, cerchiamo la collaborazione dei genitori e non prendiamo mai posizioni troppo rigide cercando di far capire al meglio le giuste modalità di approccio al gioco. Ci sono bambini con diverse qualità, qualcuno può avere anche maggiore talento di altri ma da noi conta il collettivo e tutto è visto in chiave futura. I genitori ne sono consapevoli, loro sanno di essere una forza nel calcio, sta al loro atteggiamento farla diventare solo energia positiva». Contento dei risultati di questa stagione? «Certamente. I ragazzi hanno avuto una grossa crescita sia sul piano della tecnica sia su quella caratteriale. Per il prossimo anno avremo anche la preziosa collaborazione di Simone Sarti che ha lasciato l'Aglianese per venire da noi dove svolgerà il compito di coordinatore del 2001, il gruppo più numeroso e il più vicino all'ingresso nel calcio agonistico». Grande attenzione anche ai particolari dunque? «Il calcio giovanile è cambiato in questi ultimi anni. Non si può lasciare fare tutto alla passione ed al volontariato. C'è sempre più la necessità di incanalare in maniera professionale e redditizia queste energie ed avere qualcuno che prepari questi ragazzi è sempre più importante come lo sono i corsi di aggiornamento per i tecnici per i quali è indispensabile un continuo confronto per arricchire le proprie conoscenze e, proprio in questa ottica, la società ha voluto organizzare un prezioso pomeriggio di studio con Prandelli e Cesare, da perfetto gentleman qual è, è stato molto contento di ospitare i nostri tecnici ad un allenamento della sua Fiorentina confermando ancora una volta non solo di essere un grande tecnico ma anche una bellissima persona che, sono certo, farà benissimo anche in Nazionale dove è stato chiamato a ricoprire il ruolo di commissario tecnico».
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