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Prato ko 1-0, playoff addio

Paolo Nencioni
Prato ko 1-0, playoff addio

Undici agnellini indifesi di fronte a un lupo affamato. C'è voluta più di un'ora, ma alla fine è successo quel che si temeva: il lupo ha fatto un sol boccone dell'agnello e il Prato ha detto virtualmente addio alle residue speranze di entrare nella griglia dei playoff

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GUBBIO. Undici agnellini indifesi di fronte a un lupo affamato. C'è voluta più di un'ora, ma alla fine è successo quel che si temeva: il lupo ha fatto un sol boccone dell'agnello e il Prato ha detto virtualmente addio alle residue speranze di entrare nella griglia dei playoff.

Certo, il Bassano potrebbe perdere domenica a Carrara. Certo, la Sangiovannese non avrà vita facile a San Marino. Ma chi ha un minimo di esperienza dei finali di campionato sa che non ci si possono aspettare due regali in un colpo solo. Dunque, pare davvero finita l'avventura del Prato 2009/2010 e da oggi conviene guardare al futuro.

Quanto a ieri, solo un paio di traverse e tanta delusione al termine di una partita che i biancazzurri avrebbero dovuto giocare col coltello tra i denti e invece hanno interpretato quasi solamente di rimessa, come se avessero a disposizione due risultati su tre. In realtà contava solo vincere, ma i tre punti li hanno presi i lupi di Gubbio, di nome e di fatto, sostenuti da una torcida con tanto di trombe e tamburi davvero notevole per un campo di Seconda divisione, e da un entusiasmo che a Prato ormai si fatica a ricordare.

La chiave dell'incontro sono state le fasce, dove i padroni di casa hanno spesso avuto il sopravvento al cospetto di un rombo laniero che ha faticato a imporre il proprio gioco. Soprattutto l'esterno Casoli, prima a destra e poi a sinistra, ha imperversato a suo piacimento sfruttando le sovrapposizioni dei terzini e il rigore trasformato al 65' da Marotta per un fallo di Zagaglioni è sembrato l'inevitabile epilogo di una pressione che più volte ha messo a dura prova le doti di Pazzagli, tra i migliori in campo.

Certo, se al 26', dopo un'impetuosa discesa di Salvi sulla destra, prima Ferrario di piede e poi Ouchene di testa non avessero timbrato due volte la traversa nel giro di 5 secondi (una scena degna da "Mai dire gol") ora saremmo forse a scrivere un'altra storia.

Ma il Prato a Gubbio è stato quasi solo questo, e dunque non può recriminare su una sconfitta meritata sul campo. Anche perché i rossoblu padroni di casa hanno sfiorato il gol in più occasioni prima di trovarlo dagli undici metri: al 18' col guizzante Casoli che si è bevuto la difesa con un doppio passo e ha fatto la barba al palo, al 23' con Marotta da distanza ravvicinata (miracolo di Pazzagli), al 49' ancora con Marotta servito da Boisfer. Sull'altro fronte Ferrario si è impegnato senza costrutto e Basilico ha avuto pochissimi palloni giocabili. Insomma il Prato ha dato l'impressione di preoccuparsi più di contenere che di offendere, forse sperando in un calo degli umbri nel finale, ma si è rivelato un calcolo sbagliato, nella partita che bisognava vincere a tutti i costi.

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