RUGBY
Sosterremo la cittadella del rugby
Riccardo Tempestini
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Il sindaco di Prato, Roberto Cenni ed il presidente del Rc I Cavalieri, Fabrizio TonfoniLa regione ha assegnato il Pegaso 2010 per lo sport al Rugby club I Cavalieri. La notizia non è ancora ufficiale, ma così ha deciso la giuria di 5 giornalisti dell'Ussi. Intanto oggi il presidente dei Cavalieri Gruppo Consiag Asm, Fabrizio Tonfoni, illustra ai tecnici comunali il progetto definitivo della Cittadella del rugby o meglio dello sport, al campo Chersoni di Iolo, grazie al finanziamento dal Credito sportivo del Coni. Ecco la prima intervista al sindaco-tifoso Roberto Cenni.
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PRATO. La regione ha assegnato il Pegaso 2010 per lo sport al Rugby club I Cavalieri. La notizia non è ancora ufficiale, ma così ha deciso la giuria di 5 giornalisti dell'Ussi. Intanto oggi il presidente dei Cavalieri Gruppo Consiag Asm, Fabrizio Tonfoni, illustra ai tecnici comunali il progetto definitivo della Cittadella del rugby o meglio dello sport, al campo Chersoni di Iolo, grazie al finanziamento dal Credito sportivo del Coni. Ecco la prima intervista al sindaco-tifoso Roberto Cenni.
Dopo la pausa natalizia, la sua prima "uscita" ufficiale è stata al Chersoni di Iolo per Cavalieri-Roma, con puntata post partita negli spogliatoi pratesi per congratularsi. Ma è vero che le hanno risposto, come battuta naturalmente, «Cenni caccia li sordi»?
«Sostenere la nostra squadra, e con essa la città, è compito di ogni imprenditore, anzi di ogni cittadino oltreché delle istituzioni».
Dopo aver visto alcune partite di rugby, comincia a districarsi un po' tra le complicatissime regole di questo sport?
«Nel gioco una regola determina ciò che i giocatori possono e non possono fare durante la gara. Capita la filosofia del gioco, capita la regola. Il rugby non ha regole complicate e comunque non più di altre discipline, tantomeno per un sindaco avvezzo a districarsi fra "molte" regole e ordinamenti di ogni natura».
Passando a cose più serie: cosa pensa della cittadella del rugby o meglio dello sport, che nascerà a Iolo, grazie al progetto dei Cavalieri?
«Allo sport viene attribuita, a torto o a ragione, la capacità di diffondere i valori quali lealtà, spirito di squadra, cooperazione. Pur consce di questa importante valenza educativa, però le istituzioni scolastiche italiane, delegano l'attività sportiva alle società e alle associazioni sportive private. I Cavalieri rappresentano indiscusso motivo di vanto per la nostra città, ma altresì un importante modello educativo per i 500 "giovani" che frequentano le squadre giovanili. Ritengo che la nuova idea della Cittadella del rugby con apertura anche ad altri sport si inserisca perfettamente in questa logica sportivo-educativa. Mi piacerebbe che La Cittadella dello Sport fosse una struttura organizzata al servizio dello sport professionistico e dilettantistico, e di tutte le attività ed interessi che ne costituiscono il contorno tecnico e culturale. Lo sport può avere un impatto importante sul tessuto sociale della città: è la parte di luce in grado di contrastare le zone d'ombra ahimè più marcate quando la città vive una fase di crisi. Creare luoghi di aggregazione per i nostri giovani, dove questi possono interagire tra loro attraverso l'attività sportiva, diventa dunque un fatto di fondamentale importanza.
Ai suoi tecnici il progetto va bene così o va cambiato qualcosa?
«Credo che il progetto non necessiti modifiche».
La pratica al Credito sportivo del Coni sembra proceda per il meglio, ma senza la fideiussione dell'amministrazione comunale non viene concesso il mutuo a tasso agevolato. Almeno per ora da parte vostra non ci sono stati particolari problemi sulla concessione della fideiussione: pensa che andrà tutto a posto?
«Spero nel buon esito dell'operazione».
I Cavalieri dovranno continuare a giocare la Top Ten a Prato, o meglio a Iolo (come lei sa c'era l'ipotesi di finire a Firenze in un progetto più ampio)?
«I Cavalieri hanno dimostrato un forte senso di appartenenza verso la città, per contro la città sta manifestando grande attaccamento e riconoscimento alla squadra. Oggi Prato, recita un ruolo di eccellenza in Toscana in questa disciplina sportiva, noi come Amministrazione abbiamo la consapevolezza che per supportare lo sviluppo di una attività sportiva necessitano le strutture. Ritengo che sia importante realizzare strutture a Prato».
Riguardo al progetto "Tre", l'eventuale rappresentativa regionale a livello seniores, cosa ne pensa il sindaco-tifoso Cenni dell'ipotesi di andare a giocare a Firenze?
«Il "progetto Tre" nulla toglie, ma tutto aggiunge alla città, laddove Prato mantenga la posizione di leader, posizione acquisita per legittimi meriti sportivi. Credo che la Cittadella di Prato rappresenterà il miglior impianto dove far giocare la rappresentativa toscana».
I Cavalieri hanno battuto la Benetton in casa loro. Si immagina che soddisfazione se fosse stata la Sasch il main sponsor dei pratesi. Magari ci ha fatto un pensierino?
«Il sindaco di Prato ha gioito per la vittoria della squadra della città».
Dopo la pausa natalizia, la sua prima "uscita" ufficiale è stata al Chersoni di Iolo per Cavalieri-Roma, con puntata post partita negli spogliatoi pratesi per congratularsi. Ma è vero che le hanno risposto, come battuta naturalmente, «Cenni caccia li sordi»?
«Sostenere la nostra squadra, e con essa la città, è compito di ogni imprenditore, anzi di ogni cittadino oltreché delle istituzioni».
Dopo aver visto alcune partite di rugby, comincia a districarsi un po' tra le complicatissime regole di questo sport?
«Nel gioco una regola determina ciò che i giocatori possono e non possono fare durante la gara. Capita la filosofia del gioco, capita la regola. Il rugby non ha regole complicate e comunque non più di altre discipline, tantomeno per un sindaco avvezzo a districarsi fra "molte" regole e ordinamenti di ogni natura».
Passando a cose più serie: cosa pensa della cittadella del rugby o meglio dello sport, che nascerà a Iolo, grazie al progetto dei Cavalieri?
«Allo sport viene attribuita, a torto o a ragione, la capacità di diffondere i valori quali lealtà, spirito di squadra, cooperazione. Pur consce di questa importante valenza educativa, però le istituzioni scolastiche italiane, delegano l'attività sportiva alle società e alle associazioni sportive private. I Cavalieri rappresentano indiscusso motivo di vanto per la nostra città, ma altresì un importante modello educativo per i 500 "giovani" che frequentano le squadre giovanili. Ritengo che la nuova idea della Cittadella del rugby con apertura anche ad altri sport si inserisca perfettamente in questa logica sportivo-educativa. Mi piacerebbe che La Cittadella dello Sport fosse una struttura organizzata al servizio dello sport professionistico e dilettantistico, e di tutte le attività ed interessi che ne costituiscono il contorno tecnico e culturale. Lo sport può avere un impatto importante sul tessuto sociale della città: è la parte di luce in grado di contrastare le zone d'ombra ahimè più marcate quando la città vive una fase di crisi. Creare luoghi di aggregazione per i nostri giovani, dove questi possono interagire tra loro attraverso l'attività sportiva, diventa dunque un fatto di fondamentale importanza.
Ai suoi tecnici il progetto va bene così o va cambiato qualcosa?
«Credo che il progetto non necessiti modifiche».
La pratica al Credito sportivo del Coni sembra proceda per il meglio, ma senza la fideiussione dell'amministrazione comunale non viene concesso il mutuo a tasso agevolato. Almeno per ora da parte vostra non ci sono stati particolari problemi sulla concessione della fideiussione: pensa che andrà tutto a posto?
«Spero nel buon esito dell'operazione».
I Cavalieri dovranno continuare a giocare la Top Ten a Prato, o meglio a Iolo (come lei sa c'era l'ipotesi di finire a Firenze in un progetto più ampio)?
«I Cavalieri hanno dimostrato un forte senso di appartenenza verso la città, per contro la città sta manifestando grande attaccamento e riconoscimento alla squadra. Oggi Prato, recita un ruolo di eccellenza in Toscana in questa disciplina sportiva, noi come Amministrazione abbiamo la consapevolezza che per supportare lo sviluppo di una attività sportiva necessitano le strutture. Ritengo che sia importante realizzare strutture a Prato».
Riguardo al progetto "Tre", l'eventuale rappresentativa regionale a livello seniores, cosa ne pensa il sindaco-tifoso Cenni dell'ipotesi di andare a giocare a Firenze?
«Il "progetto Tre" nulla toglie, ma tutto aggiunge alla città, laddove Prato mantenga la posizione di leader, posizione acquisita per legittimi meriti sportivi. Credo che la Cittadella di Prato rappresenterà il miglior impianto dove far giocare la rappresentativa toscana».
I Cavalieri hanno battuto la Benetton in casa loro. Si immagina che soddisfazione se fosse stata la Sasch il main sponsor dei pratesi. Magari ci ha fatto un pensierino?
«Il sindaco di Prato ha gioito per la vittoria della squadra della città».
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