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La Pietà 2004 ha alzato la testa e vuole correre

Andrea Caramelli
Il ds Gualcherani
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Il ds Gualcherani

L’impianto «Franco Faggi» in via Capponi è stato in gran parte ristrutturato e dotato anche di un campo sintetico

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PRATO. Cinque anni fa era sull'orlo di un vero e proprio precipizio, oggi la Pietà 2004 è una società in costante crescita ed il cui nome va inserito tra quelli dei club maggiormente rappresentativi sia del panorama pratese sia toscano. Grande merito di questo felice percorso va indubbiamente attribuito al presidente Antonino Iacobacci ed al suo braccio destro Marco Fantappiè eccezionali nell'individuare le strategie da seguire aiutati da un dirigente storico del club come Antonio Memoli, vero ed unico ponte di collegamento tra il passato ed il futuro.
Agli investimenti nelle strutture con il rifacimento del manto del centrale e con la costruzione ex novo di un secondo terreno da gioco in sintetico sono seguite anche scelte oculate nelle persone e da un paio d'anni a questa parte, come era logico aspettarsi, sono arrivati anche i risultati sportivi.
«Le prime soddisfazioni sono iniziate coi successi dei giovanissimi di Londi conclusasi con una fantastica cavalcata in Coppa Toscana per arrivare alla vittoria nel campionato provinciale juniores che ha riportato i regionali al Faggi - sottolinea il ds Riccardo Gualcherani - Ma quel che più conta è stata la crescita collettiva di tutte le squadre ed il consolidamento di quell'entusiasmo tra i ragazzi, i genitori, i tecnici e i dirigenti che ha contribuito a restituire alla Pietà il suo ruolo di meta ambita per giocare a calcio».
In tutti i campionati provinciali ma anche nei regionali juniores occupate posizioni di vertice, c'è un segreto, direttore?
«Sono soprattutto tre i cardini fondamentali su cui abbiamo costruito i risultati di oggi - risponde Gualcherani - In primis la serenità dell'ambiente dove si lavora con serietà e passione ma senza mai produrre eccessive tensioni in uno spirito cameratesco e giocoso che fa sentire tutti come se fossero in famiglia. Importantissima è stata poi la scelta di allestire uno staff tecnico di primissimo ordine inserendo accanto ai 'vecchi' Londi, Grossi, Tesco e Pierozzi tecnici di grande professionalità come Rosangelo Colombo, Alessio Rapini e Cristiano Ferri per offrire ai nostri tesserati allenamenti mirati e professionali. Abbiamo anche inserito la figura del preparatore atletico e il lavoro di Giampaolo Berlincioni è alla base di questi successi. Infine abbiamo restituito vitalità ed energia alla scuola calcio che oggi conta più di duecento tesserati seguiti oltre che dai nostri istruttori anche da quelli dello Juventus Soccer Club cui siamo affiliati e con il quale abbiamo frequenti scambi».
Dove volete arrivare?
«L'obbiettivo principale è quello di diventare un grande centro di aggregazione per i ragazzi e le famiglie del territorio e per questo non badiamo a sforzi, anche economici, nell'organizzare manifestazioni e tornei, dei quali il Trofeo Jacopo Menchi è la nostra icona, per far conoscere anche la nostra città oltre al calcio, poi siamo una società che fa attività agonistica e quindi è indispensabile la ricerca della vittoria. Siamo messi bene nella fascia B sia con gli allievi di Rapini sia coi giovanissimi di Ferri che hanno inanellato, a sorpresa ben sette vittorie consecutive, e coi giovanissimi di Colombo abbiamo intenzione di volare più in alto possibile e poi ci sono gli juniores alla loro prima esperienza in un campionato regionale ma Londi sta lavorando al meglio ed oltre ai risulati del collettivo sta facendo crescere anche qualche elemento da inserire in prima squadra».
A proposito di prima squadra, questa stagione vi vede protagonisti in terza, c'è stata un'inversione di tendenza?
«Certo - conclude il ds - Se vogliamo crescere dobbiamo offrire l'opportunità di un percorso completo ai nostri calciatori e quindi abbiamo ritenuto indispensabile provare a costruire una squadra in grado di scalare qualche categoria e di non giocare solo per divertimento. Grossi ha l'obiettivo di centrare i play off per entrare poi in Seconda ma l'appetito vien mangiando e qui alla Pietà abbiamo sempre fame».
Parole precise da parte del direttore sportivo che lasciano ben pochi margini di interpretazione. La Pietà 2004 vuol tornare a correre e non si pone limiti di obiettivi.

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