PRATO SPORT
«Voglio insegnare lo stile del dilettante»
Alessandro Pattume
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Maurizio Vespasiano centravanti del Tavola in 1ª CategoriaA Tavola, in Prima Categoria, gioca e segna un bomber dj. Dopo una vita passata sui campi dilettantistici pratesi, Maurizio Vespasiano, 38 anni, continua a giocare e a segnare come quando aveva vent'anni. Solo che l'età ha portato una famiglia e una figlia, un negozio di scarpe per bambini, un programma radiofonico e un sogno nel cassetto. Diventare allenatore: non solo per insegnare il calcio ma anche e soprattutto per insegnare un certo stile di vivere il calcio, lo stile del dilettante.
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PRATO. A Tavola, in Prima Categoria, gioca e segna un bomber dj. Dopo una vita passata sui campi dilettantistici pratesi, Maurizio Vespasiano, 38 anni, continua a giocare e a segnare come quando aveva vent'anni. Solo che l'età ha portato una famiglia e una figlia, un negozio di scarpe per bambini, un programma radiofonico e un sogno nel cassetto. Diventare allenatore: non solo per insegnare il calcio ma anche e soprattutto per insegnare un certo stile di vivere il calcio, lo stile del dilettante.
Comincia bambino nel Casale e poi via: Ac Iolo, in Promozione con il Prato Ovest, quindi Settimello, Galciana, San Giorgio e infine Tavola, dove al suo quinto anno in casacca rossoverde ha già segnato quattro gol in cinque giornate. Un numero relativamente piccolo di squadre, perchè «è una questione affettiva - spiega - sono sempre rimasto volentieri in quelle società dove ho trovato uno spirito giusto, dove non regnava il dogma del denaro e dove trovavo un bel gruppo».
E l'anno passato aveva praticamente smesso di giocare, costretto ad appendere le scarpette dall'impegno del negozio per scarpe da bambino. «Poi ho scoperto che i due impegni potevano andare d'accordo, al Tavola serviva un motivatore, uno che facesse gruppo e così sono tornato - racconta - quando poi ho conosciuto mister Vicini e lui ha conosciuto me non sono più uscito dal campo: a chi come me pensava di non aver più nulla da imparare sul calcio, lui ha insegnato delle cose piccole ma fondamentali che la domenica risultano sempre decisive». Una fiducia dovuta anche alle ottime condizioni fisiche di questo trentottenne padre di una bambina che di smettere di giocare non ha nessuna voglia.
«Fosse per me giocherei fino a cinquant'anni ma credo che prima o poi sarò costretto a farmi da parte - ammette - quest'anno sono stato riconfermato dalla società e dal mister ma capirei se il prossimo anno una politica di ringiovanimento mi tagliasse fuori dai programmi. Funziona così: per il momento sto bene, le gambe girano e visto che ho già fatto quattro dei consueti sette o otto gol che segno ogni stagione - aggiunge - credo che rischierò anche di andare in doppia cifra. Staremo a vedere». Già, perchè il Tavola ha cominciato il campionato in modo convincente: vincendo e stupendo non pochi addetti ai lavori. «Sinceramente il Tavola ha cominciato la stagione con obiettivi differenti da quelli dell'anno passato - spiega Vespasiano - mister Vicini ha preparato la nostra preparazione fin nei minimi dettagli: vogliamo raggiungere la salvezza il prima possibile e senza patire come lo scorso anno. E poi, con questo discorso dei play off, potremmo anche trovarci nella situazione di voler provare a fare qualcosa in più». Il calcio, ma non solo. Nella vita di Maurizio Vespasiano è tornata da qualche tempo anche la musica e la radio: conduce infatti su Radio Insieme un programma dedicato alla musica anni'80 dal titolo emblematico per chi è cresciuto a Prato. Si chiama "Orfani dello Zero Sei" e va in onda il mercoledì sera alle 21. «E' stato il ritorno ad un vecchio amore, quello della radio - spiega - avevo cominciato a Radio Prato, molti anni fa, e per tre anni avevo tenuto una trasmissione».
Amori che ritornano come la radio ma anche come il calcio, uno sport praticato fin da piccolo che è pure il depositario del sogno più grande di Maurizio Vespasiano. «Vorrei fare davvero l'allenatore - spiega - ma non credo di potermi permettere quei pomeriggi di sei settimane che sono necessari per guadagnarsi il patentino. E questo è un grande dispiacere perchè non mi interesserebbe insegnare il calcio e basta - aggiunge - quello che vorrei trasmettere è un certo modo di vivere il calcio nei dilettanti: lo stile del dilettante».
Comincia bambino nel Casale e poi via: Ac Iolo, in Promozione con il Prato Ovest, quindi Settimello, Galciana, San Giorgio e infine Tavola, dove al suo quinto anno in casacca rossoverde ha già segnato quattro gol in cinque giornate. Un numero relativamente piccolo di squadre, perchè «è una questione affettiva - spiega - sono sempre rimasto volentieri in quelle società dove ho trovato uno spirito giusto, dove non regnava il dogma del denaro e dove trovavo un bel gruppo».
E l'anno passato aveva praticamente smesso di giocare, costretto ad appendere le scarpette dall'impegno del negozio per scarpe da bambino. «Poi ho scoperto che i due impegni potevano andare d'accordo, al Tavola serviva un motivatore, uno che facesse gruppo e così sono tornato - racconta - quando poi ho conosciuto mister Vicini e lui ha conosciuto me non sono più uscito dal campo: a chi come me pensava di non aver più nulla da imparare sul calcio, lui ha insegnato delle cose piccole ma fondamentali che la domenica risultano sempre decisive». Una fiducia dovuta anche alle ottime condizioni fisiche di questo trentottenne padre di una bambina che di smettere di giocare non ha nessuna voglia.
«Fosse per me giocherei fino a cinquant'anni ma credo che prima o poi sarò costretto a farmi da parte - ammette - quest'anno sono stato riconfermato dalla società e dal mister ma capirei se il prossimo anno una politica di ringiovanimento mi tagliasse fuori dai programmi. Funziona così: per il momento sto bene, le gambe girano e visto che ho già fatto quattro dei consueti sette o otto gol che segno ogni stagione - aggiunge - credo che rischierò anche di andare in doppia cifra. Staremo a vedere». Già, perchè il Tavola ha cominciato il campionato in modo convincente: vincendo e stupendo non pochi addetti ai lavori. «Sinceramente il Tavola ha cominciato la stagione con obiettivi differenti da quelli dell'anno passato - spiega Vespasiano - mister Vicini ha preparato la nostra preparazione fin nei minimi dettagli: vogliamo raggiungere la salvezza il prima possibile e senza patire come lo scorso anno. E poi, con questo discorso dei play off, potremmo anche trovarci nella situazione di voler provare a fare qualcosa in più». Il calcio, ma non solo. Nella vita di Maurizio Vespasiano è tornata da qualche tempo anche la musica e la radio: conduce infatti su Radio Insieme un programma dedicato alla musica anni'80 dal titolo emblematico per chi è cresciuto a Prato. Si chiama "Orfani dello Zero Sei" e va in onda il mercoledì sera alle 21. «E' stato il ritorno ad un vecchio amore, quello della radio - spiega - avevo cominciato a Radio Prato, molti anni fa, e per tre anni avevo tenuto una trasmissione».
Amori che ritornano come la radio ma anche come il calcio, uno sport praticato fin da piccolo che è pure il depositario del sogno più grande di Maurizio Vespasiano. «Vorrei fare davvero l'allenatore - spiega - ma non credo di potermi permettere quei pomeriggi di sei settimane che sono necessari per guadagnarsi il patentino. E questo è un grande dispiacere perchè non mi interesserebbe insegnare il calcio e basta - aggiunge - quello che vorrei trasmettere è un certo modo di vivere il calcio nei dilettanti: lo stile del dilettante».
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