Italia
Ciclismo
I disabili boicottano la corsa iridata
Paola Silvi
◗
Il ciclista diversamente abile Grassi durante una competizioneNon gareggeranno. Non si presenteranno questo pomeriggio, alle 15, al nastro di partenza in via De Gasperi, per il campionato Mondiale su strada Uisp. I ciclisti disabili, una cinquantina, provenienti da tutta Italia, boicotteranno la manifestazione.
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Non gareggeranno. Non si presenteranno questo pomeriggio, alle 15, al nastro di partenza in via De Gasperi, per il campionato Mondiale su strada Uisp. I ciclisti disabili, una cinquantina, provenienti da tutta Italia, boicotteranno la manifestazione. I motivi? Li spiega Alessandro Grassi, atleta di Casciana, campione del mondo di ciclismo disabili, facendosi portavoce degli altri sportivi che hanno sposato la causa. «C'è una categoria unica per i disabili e la scelta non sembra rispettare il progetto, ormai adottato in molte gare come il giro delle Regioni, del Granducato, il brevetto toscano e la maratona delle Dolomiti, tanto per citarne alcune, di dare a tutti la possibilità di correre ad armi pari. Non è corretto che si affrontino sullo stesso percorso, ad esempio, un amputato agli arti inferiori e un amputato a quelli superiori». La rappresentativa paraolimpica della zona e le società sportive Integra04 di Empoli e cicli Puccinelli di Bientina, hanno deciso, di comune accordo, non solo di non iscrivere i propri atleti ma di riferire il malcontento alle autorità federali. I ragazzi della Integra04 hanno scritto anche una lettera: «Abbiamo accolto con soddisfazione la notizia dello svolgimento del campionato ma altrettanto stupore ci ha riservato la modalità di svolgimento». Una sola categoria che raggruppa tutti i disabili, senza specificazioni né ulteriori suddivisioni nelle solite classi LC1 (amputati arti superiori), LC2 (amputati sotto il ginocchio), LC3 (amputati sopra il ginocchio), LC4 (handicap sia negli arti superiori che inferiori) e talvolta il gruppo dei trapiantati. Propongono: «Ci piacerebbe aprire un dibattito sullo sport per i diversamente abili per riflettere sulle loro privazioni, sulle battaglie quotidiane che sono costretti a sostenere anche contro la stupidità degli esseri umani». Gli organizzatori, dispiaciuti e amareggiati per questa presa di posizione, non possono che far riferimento al regolamento nazionale Uisp. Che prevede, spiega Dino Marianelli, dirigente provinciale della Lega ciclismo: «Un'unica categoria per i disabili così come per le donne. Ci siamo attenuti a questo. Anzi, proprio per dimostrare quanto ammiriamo e rispettiamo i ciclisti disabili, ci siamo permessi di applicare una distinzione fra loro e i non vedenti». E aggiunge: «È una corsa amatoriale e non dovrebbero sorgere sentimenti agonistici». Ma per Alessandro Grassi, Maurizio Cerri, Massimiliano Marconcini, Sebastiano Signorino, Francesco Trasacco, Riccardo Ferrini, Valerio Boncristiani e Claudio Puccetti la questione non può chiudersi qui.
Paola Silvi
Paola Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
