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Ciclismo

I disabili boicottano la corsa iridata

Paola Silvi
Il ciclista diversamente abile Grassi durante una competizione
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Il ciclista diversamente abile Grassi durante una competizione

Non gareggeranno. Non si presenteranno questo pomeriggio, alle 15, al nastro di partenza in via De Gasperi, per il campionato Mondiale su strada Uisp. I ciclisti disabili, una cinquantina, provenienti da tutta Italia, boicotteranno la manifestazione.

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PONTEDERA. Non gareggeranno. Non si presenteranno questo pomeriggio, alle 15, al nastro di partenza in via De Gasperi, per il campionato Mondiale su strada Uisp. I ciclisti disabili, una cinquantina, provenienti da tutta Italia, boicotteranno la manifestazione. I motivi? Li spiega Alessandro Grassi, atleta di Casciana, campione del mondo di ciclismo disabili, facendosi portavoce degli altri sportivi che hanno sposato la causa. «C'è una categoria unica per i disabili e la scelta non sembra rispettare il progetto, ormai adottato in molte gare come il giro delle Regioni, del Granducato, il brevetto toscano e la maratona delle Dolomiti, tanto per citarne alcune, di dare a tutti la possibilità di correre ad armi pari. Non è corretto che si affrontino sullo stesso percorso, ad esempio, un amputato agli arti inferiori e un amputato a quelli superiori». La rappresentativa paraolimpica della zona e le società sportive Integra04 di Empoli e cicli Puccinelli di Bientina, hanno deciso, di comune accordo, non solo di non iscrivere i propri atleti ma di riferire il malcontento alle autorità federali. I ragazzi della Integra04 hanno scritto anche una lettera: «Abbiamo accolto con soddisfazione la notizia dello svolgimento del campionato ma altrettanto stupore ci ha riservato la modalità di svolgimento». Una sola categoria che raggruppa tutti i disabili, senza specificazioni né ulteriori suddivisioni nelle solite classi LC1 (amputati arti superiori), LC2 (amputati sotto il ginocchio), LC3 (amputati sopra il ginocchio), LC4 (handicap sia negli arti superiori che inferiori) e talvolta il gruppo dei trapiantati. Propongono: «Ci piacerebbe aprire un dibattito sullo sport per i diversamente abili per riflettere sulle loro privazioni, sulle battaglie quotidiane che sono costretti a sostenere anche contro la stupidità degli esseri umani». Gli organizzatori, dispiaciuti e amareggiati per questa presa di posizione, non possono che far riferimento al regolamento nazionale Uisp. Che prevede, spiega Dino Marianelli, dirigente provinciale della Lega ciclismo: «Un'unica categoria per i disabili così come per le donne. Ci siamo attenuti a questo. Anzi, proprio per dimostrare quanto ammiriamo e rispettiamo i ciclisti disabili, ci siamo permessi di applicare una distinzione fra loro e i non vedenti». E aggiunge: «È una corsa amatoriale e non dovrebbero sorgere sentimenti agonistici». Ma per Alessandro Grassi, Maurizio Cerri, Massimiliano Marconcini, Sebastiano Signorino, Francesco Trasacco, Riccardo Ferrini, Valerio Boncristiani e Claudio Puccetti la questione non può chiudersi qui.
Paola Silvi

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