Incidenti
Prato, rispunta l’ipotesi termovalorizzatore con una mozione in Consiglio
La maggioranza chiede di valutare la fattibilità dell’impianto
PRATO. Ato Toscana centro e Plures chiedono che Prato si renda disponibile per la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore sul territorio comunale. È la sostanza di una mozione della maggioranza che verrà discussa domani in Consiglio comunale. Si risveglia un antico progetto a firma dell’allora municipalizzata Asm che prevedeva la realizzazione di un inceneritore a Prato nord. Progetto che si fermò poi dopo la fusione societaria con le altre ex municipalizzate di Firenze e Pistoia. E che adesso si riaffaccia vista la difficoltà e i costi nello smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Il consigliere comunale di opposizione Jonathan Targetti chiede intanto che il Comune esca da Plures-Alia e si avvicini ad Hera per la gestione dei servizi pubblici rifiuti, acqua e energia. Targetti vorrebbe che il Comune di Prato uscisse da Plures e abbracciasse, una «società che lavora in modo liberale e chiaro come Hera, con una forte corrispondenza con la parte pubblica». Il gruppo l’“Alternativa c’è” torna all’attacco della Multiutility e annuncia battaglia. Domani intanto in Consiglio comunale arriverà la mozione dei gruppi di maggioranza che impegna il Comune a manifestare la disponibilità a valutare, su proposta di Ato Toscana Centro e di Plures, ipotesi localizzative sul proprio territorio per gli impianti, compreso il recupero energetico. A far discutere, è anche l’assemblea dei soci di Plures, ossia gli stessi Comuni, inizialmente fissata per il 20 novembre e motivo dell’annullamento del Consiglio comunale straordinario, che sembra in procinto di saltare nuovamente. «Non è una posizione ideologica pro o contro l’impianto di termovalorizzazione», precisa Targetti. «È una questione di trasparenza e di fiducia. La maggioranza chiede ai pratesi di fidarsi di Plures proprio mentre la società ha oltre un miliardo e 150 milioni di debiti e fa causa all’Autorità d’ambito dei Comuni per farsi riconoscere 65 milioni. Chi costruirebbe l’impianto, con quali soldi e con quale controllo pubblico? La stessa mozione di maggioranza ammette che servono “maggiore trasparenza dei dati” e una “forte capacità di indirizzo dei Comuni soci”. È la conferma che oggi quella capacità non c’è». Dopo il Consiglio comunale, alle 21 al Palazzo delle professioni, si prefigura una serata movimentata con un’assemblea pubblica, messa in piedi dal consigliere comunale Targetti e dal collega di Firenze Paolo Bambagioni, in cui si discuterà ancora una volta con i cittadini del futuro di Plures Alia. «Amministratori e cittadini saranno a confronto con la massima trasparenza e il massimo ascolto sul destino dei servizi pubblici: acqua, rifiuti ed energia» si legge in una nota del comitato che riunisce i presidenti delle Commissioni controllo e i consiglieri comunali di minoranza nei Comuni di Pistoia, Empoli, Scandicci, Sesto Fiorentino e in altri Comuni di Ato Toscana Centro. Opposizioni all’attacco sulla Multiutility senza soluzione di continuità, strizzando l’occhio all’emiliana Hera group perché «si cambi management», chiosa Targetti. l
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