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Prato, Biffoni parla agli studenti: «Mi fido di voi, fidatevi di noi»

di Paolo Nencioni

	Il sindaco Matteo Biffoni all'assemblea degli studenti del Copernico
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Il sindaco Matteo Biffoni all'assemblea degli studenti del Copernico

Il sindaco al liceo Copernico occupato: «Non era scontato venire qui, ma abbiate il coraggio di alzare la voce»

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PRATO. «Noi ci fidiamo di voi, adesso anche voi fidatevi di noi». Questo il messaggio portato dal sindaco Matteo Biffoni agli studenti del Liceo scientifico Copernico che da lunedì, per primi a Prato, hanno occupato la scuola di viale Borgo Valsugana. Biffoni ha parlato ieri mattina poco prima delle 12 davanti a centinaia di studenti riuniti nell’aula magna dell’istituto, ma ha voluto subito mettere qualche paletto. E cioè che non era scontata la sua presenza in quel posto, perché occupare una scuola teoricamente non sarebbe consentito, e lui come amministratore pubblico sarebbe tenuto a far rispettare le regole a tutti. Ma l’occupazione del Copernico, nonostante la contrarietà del preside, si è rivelata molto “educata”. C’è un servizio d’ordine all’ingresso, ci dormono solo i maggiorenni e gran parte dell’istituto è off limits anche per loro, che d’altronde puliscono i locali che hanno occupato. Non si segnalano danni di nessun tipo. Ecco perché Biffoni, come del resto aveva fatto il giorno prima anche il sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi, ha ritenuto giusto dare simbolica pacca sulla spalla agli studenti. «Le vostre angosce sono le stesse di noi amministratori, e rispetto alle occupazioni che abbiamo fatto noi, il clima nel paese e nel mondo è più difficile – si è poi lasciato andare – Parliamoci. Sapete dove trovarci. Abbiate cura di voi e di questo luogo. E abbiate il coraggio di alzare la voce». Prima del sindaco aveva parlato agli studenti il presidente della Provincia Simone Calamai.

L’altra faccia della medaglia delle occupazioni è rappresentata dal Liceo di Scienze umane Rodari, quello dove gli studenti si erano barricati all’interno e dove ieri la giornata è iniziata con un po’ di tensione per poi concludersi con la fine dell’occupazione.

Alle 8 il preside Mario di Carlo ha inviato una sorta di appello-ultimatum ai genitori degli occupanti minacciando l’uso della forza pubblica per far uscire gli studenti. «Si invitano le famiglie a intervenire con i propri figli – ha scritto sulla chat della scuola – per farli desistere dall’occupazione del plesso del liceo Rodari poiché questa dirigenza sta intervenendo con le forze pubbliche e con l’identificazione di tutti gli occupanti. Tale azione si configura come interruzione di pubblico servizio».

In realtà ieri mattina la situazione davanti alla scuola di via Galcianese appariva molto tranquilla. All’interno si intravedeva un’assemblea in corso, mentre all’esterno un gruppo di studenti con un paio di insegnanti si è seduto sul prato a parlare dei problemi della scuola.

Dall’interno gli occupanti hanno pubblicato su profilo Instagram creato per l’occasione il programma della giornata. Dalle 13 alle 15 assemblea sulla situazione internazionale; dalle 15 alle 17 tre forum sulle occupazioni, su sessualità e affettività e sulle diverse forme di governo e la storia politica.

Gli occupanti avevano intenzione di restare dentro la scuola fino a oggi, per poi partecipare allo sciopero di domani indetto dai sindacati di base, ma in mattinata c’è stato un incontro chiarificatore col preside Di Carlo e si è deciso di porre fine all’occupazione della scuola. Ora bisognerà capire se ci saranno conseguenze disciplinari per i circa 40 studenti che si sono barricati dentro la scuola.

Sempre in mattinata il sindaco Biffoni aveva parlato agli studenti delle scuole medie inferiori in occasione del primo Consiglio comunale dei ragazzi.

«Non limitatevi a fare l’elenco delle cose che non funzionano: dateci proposte, idee, sollecitazioni – ha detto Biffoni – Non cascate nella retorica dei “cittadini del futuro”: voi siete già il presente, siete cittadini a tutti gli effetti fin da oggi. Oltre alla critica, pensate sempre alla proposta. Diteci: “Voglio fare questo, mi piacerebbe realizzare quello”. Spero davvero che questa sia un’esperienza che vi resti dentro. Noi ci siamo, siamo qui con voi, e vi ringrazio di cuore perché la vostra presenza è una cosa bellissima. Io ho da sempre la passione per la politica, e vedere che qualcuno alla vostra età se la sente di metterci la faccia e impegnarsi è una gioia grande. È la conferma più bella che la scuola della nostra città ha ancora una straordinaria capacità di seminare cittadinanza».

«La cultura e le pari opportunità sono le fondamenta della nostra comunità – ha detto l'assessora alla Pubblica istruzione Ilaria Santi – Il Consiglio comunale dei ragazzi, nato durante le difficoltà della pandemia e approvato all'unanimità da tutte le forze politiche, ha dimostrato che quando si parla di futuro e di giovani Prato sa fare squadra. Ai ragazzi e alle ragazze della nostra città non chiedo solo di fare proposte, ma di "tirarci per la giacchetta" e diventare protagonisti attivi».

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