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Il sindaco di Prato sulla piscina di Iolo: «Subìto un danno, ma andiamo avanti»

di Redazione Prato

	Il sindaco Matteo Biffoni durante la seduta delle commissioni 3 e 5 sulla piscina di Iolo
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Il sindaco Matteo Biffoni durante la seduta delle commissioni 3 e 5 sulla piscina di Iolo

Il consigliere civico Targetti conferma i dubbi su costi e tempi: «Ci vorranno 22 milioni e 40 mesi di cantiere»

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PRATO. In occasione della seduta congiunta delle Commissioni consiliari 3 e 5, dedicata agli approfondimenti sul progetto per il nuovo Stadio dell’Acqua di Iolo, il sindaco Matteo Biffoni è intervenuto per fare il punto della situazione e riaffermare gli obiettivi strategici dell’Amministrazione comunale.

«L’Amministrazione ha subito un danno, su questo non ci sono dubbi» ha detto Biffoni durante i lavori delle commissioni, riferendosi alla perdita dei fondi Pnrr per la realizzazione del progetto della piscina. «Quando un’amministrazione comunale perde un contributo pubblico economico, a prescindere dal fatto che si tratti di 6 milioni di euro o di 6 euro, si tratta sempre di un fatto grave. È indispensabile fare piena luce e comprendere le motivazioni che hanno portato alla revoca di queste risorse da Roma, accertando con trasparenza ruoli e responsabilità per tutelare l’Ente e la cittadinanza». 

Il sindaco ha poi ribadito come la perdita del contributo Pnrr non fermerà l'iter di realizzazione dell'infrastruttura sportiva: «A fronte della revoca del contributo ministeriale, siamo dovuti ritornare al piano strategico e al progetto principale di realizzare la nuova piscina, che è quello che fin dall’inizio avevamo. L’impegno della giunta e la scelta politica non cambiano: Prato avrà il suo nuovo polo natatorio a Iolo, una struttura moderna, efficiente e sostenibile al servizio dell'intera città e delle società sportive. Il nuovo impianto consentirà inoltre di riqualificare la piscina di via Roma, restituendole la sua vocazione originaria di parco acquatico estivo. Certo, speravamo che il percorso fosse già nella fase conclusiva secondo il cronoprogramma iniziale – ha concluso Biffoni – Il mancato apporto dei fondi europei ci costringe a una riprogrammazione, ma il progetto esecutivo c'è e i lavori inizieranno appena possibile».

In precedenza il consigliere comunale civico Jonathan Targetti, nel corso di una conferenza stampa, aveva ribadito i suoi forti dubbi su costi e tempi del progetto.

In particolare Targetti sostiene che alla fine questa piscina, se e quando si farà, non costerà più 16 milioni di euro, ma una cifra compresa tra i 21,5 e i 23,5 milioni. Perché? Perché rispetto al progetto originario del 2025 sono sparite le spese per parcheggi, viabilità e verde pubblico.

Secondo Targetti non tornano nemmeno i tempi. «Il Comune sostiene che il cantiere dovrebbe aprire a ottobre e i lavori durare tra i 18 e i 20 mesi – ha spiegato il consigliere nel corso di una conferenza stampa – Secondo i nostri calcoli, invece, quel cantiere non durerà meno di 40 mesi, il doppio».

Ma l’affondo più importante arriva sull’iter del progetto. «Il 30 luglio l'organismo terzo incaricato della verifica, il RTI Inarcheck/NO GAP Controls, ha dichiarato il progetto non conforme su cinque requisiti di legge – sostiene Targetti – Tra questi ci sono la completezza del quadro economico, il rischio di varianti e la possibilità di finire l'opera nei tempi. I rilievi toccano anche le fondazioni, la copertura, le tribune e le prescrizioni dei Vigili del Fuoco. Appena un mese dopo, tra il 31 agosto e il 1° settembre, arrivano validazione, determina di approvazione e comunicato stampa trionfale del Comune. Il 2 settembre si riunisce la Commissione Controllo e Garanzia. L'adeguamento antincendio e le interferenze con la rete idranti del campo da rugby sono stati rinviati a cantiere aperto».

«Insomma, in 48 ore hanno fatto quello che di solito si fa in sei mesi» riassume Targetti. E lo hanno fatto, aggiunge, per un motivo ben preciso: «Al sindaco serviva un annuncio e l'annuncio è arrivato. Peccato che dietro ci sia un progetto che il verificatore ha dichiarato non conforme e che rimanda i problemi a lavori in corso. Problemi che pagheranno i pratesi».

«Iolo è solo l'ultimo capitolo di un copione che conosciamo a memoria su tutti gli impianti sportivi pratesi: annunci, ritardi, promesse non mantenute, fondi persi – dice Targetti – Chiedo che il progetto torni all'organismo di verifica. Chiedo anche che sindaco e assessore vengano in Consiglio a dire la verità su costi, tempi e parcheggi. Biffoni manca dal Consiglio da luglio. A settembre si è tenuta una sola seduta, con decine di atti fermi. Chi ha amministrato questa città finora ne porta per intero la responsabilità politica».

La domanda che ancora non ha trovato una risposta è su chi porti la colpa di quanto è successo. Della piscina di Iolo si parla da anni e ancora alla fine di marzo l’allora commissario straordinario Claudio Sammartino, quando ormai era chiaro a tutti che non sarebbero state rispettate le scadenze per ottenere i fondi Pnrr, assicurava che il progetto andava avanti e sarebbe andato in porto. Poi il sindaco Biffoni ha ventilato l’ipotesi di fare causa a Sport e Salute, la società del ministero che doveva vigilare sul progetto, ma poi non se n’è fatto di nulla. E ora si riparte da capo, con un esborso ulteriore da parte del Comune.

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