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Prato, sono 187 le famiglie in attesa di un posto nelle case di riposo

di Redazione Prato
Prato, sono 187 le famiglie in attesa di un posto nelle case di riposo

Numeri allarmanti dalla Società della salute: domande in aumento del 49% in poco più di un anno

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PRATO. Sono ben 187 le famiglie pratesi in attesa di un posto per inserire un anziano congiunto in una casa di riposo. Un anno e mezzo fa in lista d’attesa c’erano 125 famiglie, con un aumento del 49% dal febbraio 2025 al 31 agosto di quest’anno. Il dato è emerso nel corso dei lavori della Commissione consiliare Affari generali che si è tenuta giovedì pomeriggio e ha innescato una polemica da parte dell’opposizione.

«Ascoltando in commissione la direttrice della Società della Salute Lorena Paganelli e l'assessore Paolo Morello Marchese, sembrava quasi che la situazione delle liste d'attesa per le Rsa fosse sostanzialmente in linea con gli anni precedenti – fanno notare il capogruppo di Fratelli d’Italia Cosimo Zecchi e la consigliera Dania Melani – I numeri raccontano però una realtà diversa, a quanto pare: per le famiglie pratesi le richieste in attesa sono aumentate del 49% rispetto al 2025».

Zecchi e Melani sottolineano la difficile condizione di molte famiglie che non trovano posto nelle strutture pubbliche gestite dalla Società della Salute.

«Al 31 agosto risultano a quanto pare 187 famiglie pratesi in attesa di un inserimento in Rsa, mentre nel febbraio 2025 erano 125. Parliamo di un aumento del 49%, con tempi medi di attesa che si aggirano attorno ai sei mesi – hanno detto – Sono numeri che non possono essere derubricati a una situazione ordinaria».

Secondo Zecchi le risposte ottenute durante la commissione non sono convincenti. «Proprio per questo – ha aggiunto – ho chiesto espressamente chiarimenti sulla situazione delle liste d'attesa e sull'evoluzione delle richieste. La risposta fornita dalla dirigente, però, è stata a nostro avviso tutt'altro che chiara e non ha consentito di comprendere quale sia realmente la strategia dell'amministrazione per affrontare l'aumento delle domande. Di fronte a una crescita così significativa, ci saremmo aspettati dati precisi e soprattutto indicazioni concrete». Melani e Zecchi sottolineano inoltre che il problema non riguarda soltanto i numeri, ma direttamente le famiglie che si trovano a dover assistere persone anziane non autosufficienti. «Dietro quei 187 nominativi ci sono persone e famiglie che spesso devono affrontare situazioni molto difficili, cercando soluzioni alternative mentre aspettano un posto in struttura. La stessa Società della Salute spiega che la lista viene aggiornata periodicamente sulla base della valutazione della non autosufficienza e delle condizioni familiari. Ma proprio per questo bisogna capire perché la domanda stia crescendo così rapidamente e quali risposte concrete si intendano mettere in campo. Non è sufficiente dire che le liste d'attesa esistono da anni – concludono Zecchi e Melani – perché il dato che emerge oggi è un altro: in poco più di un anno le richieste in attesa sono cresciute quasi del 50%. Chiediamo quindi alla giunta di spiegare quali siano le cause di questo aumento, quali interventi siano previsti per incrementare la capacità di risposta e soprattutto in che tempi si possa realisticamente ridurre l'attesa delle famiglie. Su un tema così delicato non possono esserci risposte vaghe: servono numeri, trasparenza e una programmazione precisa». 

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