Il Tirreno

Prato

Il progetto Restart

Il Comune di Prato prova a rianimare le strade piene di fondi sfitti

di Alessandro Formichella
Il Comune di Prato prova a rianimare le strade piene di fondi sfitti

La scommessa: assegnati i contributi a 12 attività temporanee per riaprire gli spazi chiusi

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PRATO. Addio bandoni abbassati e vetrine vuote. Il progetto “Restart” del Comune entra nella sua fase operativa con l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei contributi destinati a riportare attività e iniziative nelle strade del centro storico. Dodici i soggetti ammessi al finanziamento, per una somma complessiva di 52.120 euro. L’acronimo significa “REcupero Spazi del Territorio Abbandonati e Rigenerazione Territoriale” e individua una delle risposte messe in campo dall’amministrazione per contrastare il progressivo svuotamento di alcune zone del centro storico. L’obiettivo è favorire l’occupazione temporanea di fondi sfitti, concessi gratuitamente dai proprietari per almeno tre mesi, e sostenere iniziative di animazione sociale, culturale ed economica. L’intervento interesserà via Cavallotti, via Magnolfi, via del Serraglio, via Filippino, via Muzzi, piazza Lippi, via dei Tintori, Canto alle Tre Gore, via Santa Margherita, via Pier Cironi e via San Giorgio. Strade e piazze dove l’assenza di attività, specie nelle ore serali, pesa sulla qualità urbana, sulla percezione della sicurezza e sulla stessa capacità attrattiva del centro. Il progetto ha un valore complessivo di 60mila euro: 36mila arrivano dalla Regione Toscana e 24mila sono risorse comunali. La determina dirigenziale numero 2083 del 4 agosto ha approvato le graduatorie e la ripartizione dei contributi, precisando però che l’impegno materiale delle somme dovrà essere assunto con un provvedimento successivo, dopo una variazione di bilancio. Al bando sono giunte tredici domande. Una è stata esclusa per l’assenza della relazione illustrativa prevista dall’avviso. Nella graduatoria dedicata ai fondi sfitti il punteggio più alto è stato ottenuto da Brat srl, con 53 punti, davanti a Manuela Fontanive, 52, e Adriatex, 50. Per l’animazione territoriale guida invece Quinta Eride Aps, con 90 punti, seguita da Angolo Teatro associazione culturale, 82, e dal Movimento italiano casalinghe, con 77. Gli importi assegnati variano da mille a cinquemila euro. Hanno ottenuto il massimo contributo di 5mila euro Angolo Teatro, Associazione italiana dislessia, Brat srl, Francesca Brusori, EstroLab di Giulia Palumbo, Manuela Fontanive, Mo.i.ca e The Land Ladies Concierge. Adriatex riceve 2.620 euro, Music Box 1994 di Francesca Ihle 4mila euro, Quinta Eride Aps 4.500 euro e Antico Feudo Alpacas di Greta Cherubini mille euro. Restano perciò non assegnati 7. 880 euro rispetto alla dotazione complessiva iniziale. La graduatoria rappresenta un passaggio concreto dei singoli finanziamenti, ma il banco di prova sarà nelle prossime settimane: capire quali fondi riapriranno davvero, quali proposte troveranno continuità oltre la fase sperimentale e se l’animazione temporanea di locali e fondi sfitti riuscirà a trasformarsi in una presenza stabile nel tempo. Perché la rigenerazione di un centro storico non si misura soltanto nei contributi assegnati, ma nelle luci che tornano ad accendersi, nelle attività che resistono e nelle persone che tornano a frequentarne le strade. Restart può diventare un laboratorio utile per leggere i bisogni reali del centro, incrociare cultura, commercio e sociale e costruire un modello replicabile. Saranno i risultati, fondo per fondo, a dire se i 52mila euro assegnati avranno generato soltanto eventi o un vero cambio di passo. La scommessa sta per iniziare.  l

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