Il Tirreno

Il caso

Lite in barca all’Elba, poi l’accoltellamento: chi è il meccanico 22enne in carcere per tentato omicidio

di Stefano Taglione
Lite in barca all’Elba, poi l’accoltellamento: chi è il meccanico 22enne in carcere per tentato omicidio

Il provvedimento, disposto dalla pubblico ministero livornese Ezia Mancusi, è stato già convalidato. La ricostruzione dei fatti

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PORTOFERRAIO. Una lite in barca, poi l’accoltellamento. È finita con un arresto per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale l’aggressione avvenuta nella mattinata di giovedì scorso nel golfo di Portoferraio.

Nel carcere delle Sughere il meccanico nautico elbano Mattia Sebastiano Mellini, 22 anni, che si trovava sull’imbarcazione per effettuare alcuni interventi di riparazione. Il provvedimento, disposto dalla pubblico ministero livornese Ezia Mancusi, è stato già convalidato.

L’allarme lanciato dal golfo di Portoferraio

L’allarme era scattato poco dopo le 9,30. A chiedere aiuto al 112 una donna che si trovava a bordo con lui. L’uomo – un sessantenne tedesco, che vive da tempo sull’isola – era ferito e perdeva sangue. E il giovane che lo aveva aggredito era ancora lì.

La circostanza decisiva è stata la presenza in mare di un equipaggio del nucleo navale dei carabinieri, impegnato in un servizio di pattugliamento nelle acque elbane, come accaduto ripetutamente durante tutta l’estate.

Ricevute le indicazioni, i militari hanno raggiunto la spiaggia di Magazzini, al largo della quale si trovava il natante, in pochi minuti, individuandolo.

La donna tenta di fermare l'aggressore

Davanti a loro una scena concitata. Il proprietario era ferito, mentre la compagna cercava di tenere a distanza il meccanico, ancora agitato e, secondo quanto riferito ai militari, intenzionato a proseguire l’aggressione.

Mellini si trovava su un piccolo gommone utilizzato come tender e collegato alla barca. La donna, per impedirgli di avvicinarsi, avrebbe utilizzato anche un mezzo marinaio.

I carabinieri sono intervenuti riuscendo a bloccare il ventiduenne e ad allontanarlo per evitare che lo scenario peggiorasse ulteriormente.

Vittima trasferita in ospedale a Livorno

Nel frattempo, via terra, sono arrivati i colleghi della Compagnia di Portoferraio con le pattuglie della stazione. Mellini, difeso dall’avvocato Alessandro Lenzi, è stato quindi accompagnato in spiaggia e preso in consegna dai militari.

La vittima è stata invece soccorsa dai volontari della Misericordia di Porto Azzurro. Dopo le prime cure è stato portato a terra e trasferito in ospedale a Portoferraio.

Ha riportato lesioni gravi a un braccio, poi altre al volto e alla testa. È stato infine trasferito all’ospedale di Livorno per una sospetta frattura.

A bordo del natante i carabinieri hanno recuperato anche il coltello utilizzato per l’aggressione, sequestrato per effettuare ulteriori approfondimenti scientifici.

Arresto convalidato, il 22enne resta in carcere

In caserma il giovane, ancora in stato di agitazione, avrebbe mantenuto un atteggiamento aggressivo. Da qui l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Poi è stato trasferito in carcere e l’arresto convalidato, con il giudice per le indagini preliminari che ha disposto la misura cautelare in carcere.

Due anni fa un'altra accusa di tentato omicidio

Per Mellini – secondo l’accusa – non sarebbe la prima aggressione del genere. Due anni fa era stato infatti arrestato dai carabinieri del nucleo operativo elbano per un episodio nel quale avrebbe aggredito una persona «con un’arma impropria da taglio». Anche allora l’accusa era di tentato omicidio.

I controlli dei carabinieri all'Elba

«Nelle ultime settimane i carabinieri della Compagnia di Portoferraio – si legge in una nota diffusa dall’Arma – sono stati chiamati a intervenire in numerose situazioni: da liti sfociate in violenza a controlli antidroga, dalle aggressioni agli interventi per persone armate o moleste, fino alle attività investigative che hanno portato all’identificazione di presunti autori di condotte penalmente censurabili.

Solo nei giorni scorsi, al termine di un’attività investigativa portata avanti anche attraverso le immagini della videosorveglianza – ricorda dal comando provinciale di viale Fabbricotti, a Livorno – sei persone sono state denunciate per due episodi di rissa avvenuti a Procchio e Capoliveri.

Di pochi giorni prima, un controllo nell’area portuale aveva invece consentito ai militari del nucleo operativo e radiomobile di individuare e arrestare un uomo ritenuto coinvolto in una rapina commessa a Piombino.

Un intervento nato da una lite familiare si era trasformato in un’operazione antidroga con l’arresto di un uomo per spaccio e il sequestro di circa due chili di hashish.

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