Caso Acca, il Tribunale di Prato respinge il ricorso di un autotrasportatore
La SG Trasporti chiedeva di poter accedere al deposito di Seano dove dal 18 giugno è bloccata la merce dei pronto moda cinesi
PRATO. Il Tribunale di Prato ha rigettato oggi, 20 luglio, il ricorso d’urgenza presentato da un’azienda di autotrasporti contro il picchetto sindacale del Sudd Cobas che dallo scorso 18 giugno blocca le merci all’interno del deposito della logistica cinese Acca in via Copernico a Seano, nel comune di Carmignano. Lo scorso 7 luglio lo stesso Tribunale aveva rigettato il ricorso d’urgenza di 51 pronto moda cinesi fissando nei prossimi giorni il giudizio di merito. Questo ulteriore ricorso è stato presentato dalla società SG Trasporti, una delle ditte che lavorano (o lavoravano) con Acca srl.
«Il giudice ha affermato ciò che dovrebbe essere evidente a tutti – si legge in una nota del Sudd Cobas – I vestiti non sono merci deperibili e non sussiste quindi nessuna ragione di urgenza che possa mettere in discussione il diritto di sciopero. È fallito inoltre il tentativo di usare in sede civile il decreto urgente di sequestro disposto dalla Procura di Prato che aveva portato allo sgombero del 3 luglio».
«Il giudice – sostiene ancora il Sudd Cobas – ha fatto notare nell'ordinanza che si tratta di un provvedimento che "necessita del vaglio del giudice per le indagini preliminari, per cui nessun accertamento circa le condotte dei manifestanti può dirsi svolto”. Ad oggi, è bene sottolinearlo, non c'è stata alcuna convalida da parte del Gip del decreto urgente di sequestro disposto dalla Procura».
Nei giorni scorsi invece un giudice del lavoro del Tribunale di Pisa aveva accolto il ricorso di 14 pronto moda che chiedono di rientrare in possesso della loro merce bloccata a Seano.
Un provvedimento, dice il sindacato, che è ancor più isolato «e che contesteremo in tutte le sedi. Se verrà confermato all'udienza del 24 giugno, siamo determinati a presentare reclamo».
«Questa valanga di azioni legali (civili e penali) contro il sindacato – sostiene il Sudd Cobas – ha il solo e unico obiettivo di alzare una cortina di fumo per nascondere il chiudi e riapri conclamato della Acca Srl. Un'operazione che vuole bruciare posti di lavoro e diritti e che ci stiamo prendendo la responsabilità di fermare. Per questo motivo da sabato siamo in presidio davanti al magazzino di Campi Bisenzio dove è stata trasferita una parte dell'attività della Acca. Per lo stesso motivo stiamo continuando la mobilitazione contro i carichi abusivi in strada con cui Acca sta continuando ad effettuare le spedizioni. Ormai non si può più fare finta di non vedere. Il chiudi e riapri che denunciamo da più di un mese ha ora anche una collocazione fisica. Istituzioni e organi deputati devono agire con tutti gli strumenti a disposizione per salvare 95 posti di lavoro, a partire da un'ordinanza che vieti le operazioni di carico delle merci in strada che quotidianamente continuano ad essere svolte dalla Acca».
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