Il Tirreno

Prato

Indagine sui presunti falsi incidenti: sulla richiesta di rinvio a giudizio la decisione sarà presa a novembre

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PRATO. Non era un rinvio a giudizio, ma una richiesta di rinvio a giudizio quella riguardante le 22 persone indagate per presunte truffe legate a falsi incidenti al centro dell’articolo pubblicato lunedì 15 giugno sulla cronaca di Prato. Una doverosa precisazione sollecitata da una delle persone citate, l’avvocato Luciano Barni, socio accomandante dell’agenzia di pratiche Mistral.

«Il sottoscritto non è mai stato rinviato a giudizio – precisa Barni – l’udienza che deciderà sul rinvio a giudizio si terrà a novembre e, alla luce dell’ampia difesa svolta fin dalle indagini preliminari, rendendo interrogatorio, confido in una pronuncia di proscioglimento da ogni accusa già in quella sede, essendomi sempre comportato nella assoluta correttezza professionale, nel rispetto del mandato conferito dai clienti alla Mistral sas e che riferivano di essere stati coinvolti in sinistri. È assolutamente falso che io abbia inventato sinistri mai verificatosi dove addirittura la maggior parte dei soggetti coinvolti nell’indagine si rivolgevano alla Mistral Sas non conoscendo neppure il sottoscritto. È significativo che il procedimento penale non nasca da una indagine della polizia giudiziaria, bensì solo e soltanto da una querela resa da Unipolsai assicurazioni Spa addirittura dopo che molti dei sinistri citati erano già stati regolarmente pagati. Ma vi è di più: alcuni dei sinistri sono stati anche oggetto di causa civile dinanzi al giudice di pace di Prato, con conseguente espletamento di Ctu tecniche e mediche da parte dei periti ausiliari del giudice stesso, periti che hanno accertato la compatibilità e la riferibilità di tali danni richiesti (sia danni ai veicoli che lesioni), disponendo il pagamento del risarcimento del danno a favore degli aventi diritto (i clienti della Mistral Sas): può dunque affermarsi, senza timore di smentita, che la querela sia stata presentata per finalità del tutto strumentali agli interessi della compagnia di assicurazione, senza che nel merito questura o carabinieri abbiano mai avallato la sua tesi. Mistral è una società nata grazie a mio padre per la gestione dei sinistri da più di 15 anni e quindi in qualità di patrocinatore stragiudiziale, gestendo dalle 400 alle 600 posizioni risarcitorie l’anno. Da allora a oggi ha solo e soltanto lavorato nella assoluta correttezza e rispetto delle regole per la tutela dei diritti delle parti danneggiate o lese da sinistri stradali che si presentano presso la suddetta società, anche contro gli abusi che alcune compagnie di assicurazione, sfruttando la loro posizione di preminenza contrattuale, possono cercare di realizzare».

«Infine –prosegue la replica – merita precisare, anche se solo incidentalmente, il profilo dell’aumento dei premi di assicurazione a Prato “seconda solo a Napoli”. Questa affermazione deve essere corretta. Se a Prato aumentano i premi di assicurazione è per motivazioni che prescindono totalmente dal caso portato all’attenzione dei lettori. L’aumento dei premi assicurativi è principalmente guidato dall’incremento globale dei costi di riparazione: le compagnie assicurative – con meccanismi non controllabili dagli utenti finali che si trovano a “prendere o lasciare” ossia accettare per forza i rincari se vogliono l’assicurazione obbligatoria – alzano i prezzi per coprire esborsi maggiori dovuti all’inflazione, al rincaro dei pezzi di ricambio, all’aumento delle tariffe di manodopera delle officine e all’aumento degli eventi climatici estremi, ma anche e soprattutto per la presenza di tantissimi neopatentati (si pensi a tutti gli extracomunitari che conseguono il titolo di guida anche da adulti, in una città come Prato con altissima incidenza di guidatori stranieri). Ad ogni modo, per quanto qui interessa, ribadisco l’assoluta correttezza del mio agire e attendo con fiducia le decisioni dell’autorità giudiziaria».

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